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domenica 17 20 Novembre19

Le bombe vere
Le bombe d’acqua
Il lessico demenziale

Domenica 3 agosto non è giorno favorevole per certi bilanci ma non si possono neppure inseguire le facezie vacanziere quando il mondo scoppia. Bombardamento di notizie ferali dal pianeta, guerre ovunque, e quando non sono guerre vere ci arrivano in testa le bombe d’acqua a provocare morti

Le parole pesano, a volte più dei fatti visto che qualche volta li trasformano. Cambiano gli eventi o quanto meno cambia l’impressione, l’emozione, la reazione che suscitano le cose avvenute quando sono raccontate in un certo modo. L’esempio immediato dato dalla cronaca, il quasi equivoco tra bombe vere che uccidono in guerra e la novità meteorologica della “bomba d’acqua” che uccide sotto casa nostra. Chi avrà inventato l’espressione “bomba d’acqua”? Quasi certamente si tratta di una forzatura linguistica che non ha riscontri scientifici ma che ha un ottimo impatto comunicativo.

 

A Israeli soldier ties a bandana around his head to protect against the dust as he assists in directing tanks
A Israeli soldier ties a bandana around his head to protect against the dust as he assists in directing tanks

 

Poi ci sono le parole usate con maggiore malizia. Parole militanti per schieramento, o peggio, per pura e semplice ignoranza. I morti in guerra: in Siria si continua a morire e quasi devi insistere per farla ridiventare una “notizia”. Oggi insiste l’attenzione su Gaza, domani sarà forse la Libia o la moria di Ebola nell’Africa profonda. Salvo ricorrere alla mostruosità comparativa per rinnovare l’ attenzione: molti più morti in Siria che a Gaza, 5300 contro 1600. La crudeltà del ‘vendere’ notizie. Poi la malizia che si schiera: Israele contro Hamas o i terroristi? Ribelli o jihadisti contro Assad?

 

Singolare la definizione usata nei telegiornali e dallo stesso Renzi per parlare della scomparsa del sottotenente israeliano a Gaza. Oggi la notizia tragica della sua morte. Sino a ieri si parlava di “rapimento” e non di “cattura” da parte del “nemico”. I combattenti di una parte ‘fanno prigionieri’ e quelli dell’altra parte ‘rapiscono’? Altra strumentalità, l’uso dei numeri: non è assolutamente vero che i morti sono tutti eguali. I civili, i bambini e le donne sono morti più esecrabili degli adulti uomini che si ammazzano l’un con l’altro. E la dimensione di un massacro diventa così esercizio politico.

 

Adesso solo i fatti. Siria, 5340 morti a luglio. 1067 civili, compresi 225 bambini e 140 donne. A Gaza 1600 morti tra i palestinesi e una sessantina tra i militari israeliani. Peggio di ‘Piombo Fuso’, ma pochi lo dicono. Nella Striscia pausa armata senza tregua: quasi completata la distruzione dei tunnel di Hamas dice Israele che arretra parte delle forze secondo le sue “esigenze di sicurezza”. Le ‘sue’, giusto; ma quelle dei palestinesi valgono di meno? Nelle cronache il dubbio non viene riportato ma neppure fatto rilevare. Altra scuola Onu colpita? Occultamento strategico di Hamas.

 

Refrontolo, nel Trevigiano, il luogo festa popolare al Molinetto della Croda.
Refrontolo, nel Trevigiano, il luogo festa popolare al Molinetto della Croda.

 

Per ultima la cronaca di casa. 4 morti e circa 20 feriti, il bilancio della “bomba d’acqua” che si è abbattuta verso le 23 a Refrontolo, nel Trevigiano, sulla festa popolare al Molinetto della Croda. L’uso strumentale delle parole in questo caso impone il primato insuperabile del governatore del Veneto Zaia. “Come il Vaiont”. L’assurdo per l’incasso emotivo. E si sarà pure sentito furbo, Zaia, per la trovata ad effetto. Nota lieta e positiva sull’uso misurato e corretto delle parole: il collega Luca Colombo dal trevigiano. Non un giovanotto, dall’aspetto, ma un’esemplare esposizione dei fatti.

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