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venerdì 20 Settembre 2019

Mondo rotondo e i pompieri con feluca

Si chiama Unità di Crisi, ed è una costola della Farnesina, il ministero degli esteri, con il compito di assistere gli italiani all’estero in contesti a rischio. Detta in altre parole, sono loro che verrebbero a cercarci se ci cacciamo in qualche guaio in strani e sconsigliati luoghi nel mondo

Sito del ministero degli Esteri, la Farnesina, sezione “Unità di Crisi”, i nostri ‘Pompieri con la Feluca’, che ha il compito di assistere gli italiani all’estero in contesti a rischio. Detta in altre parole, sono loro che verrebbero a cercarci se ci cacciassimo in qualche guaio in qualche sconsigliata parte del mondo. Vista la data, è interessante andare a curiosare dove non sarebbe affatto buono dirigersi per una vacanza ‘Last minute’  fuori dall’Italia. Bollettino ultimo, datato 1 agosto. Fresco di stampa e di allarmi, ovviamente mischiati tra di loro per essenzialità e minaccia. Da Ebola al visto sul passaporto.

Sala operativa della unità di crisi alla Farnesina
Sala operativa della unità di crisi alla Farnesina

Esempio. Se andate in Tunisia occhio alle elezioni di fine anno. Che c’entriamo noi turisti? C’entra ‘un parziale miglioramento della situazione di sicurezza ed una parziale diminuzione della tensione politica’. Comunque “Lo stato di emergenza è stato revocato il 6 marzo scorso”. Salvo incidenti, ci dice la Farnesina, visto che le Autorità tunisine si “Riservano di chiamare in qualsiasi momento l’Esercito a rinforzo delle attività di gestione dell’ordine pubblico”. Capito come funziona? Meglio leggere per sapere e, in alcuni casi, evitare. Ma si sa che ognuno di noi è più furbo di tutti gli altri.

Ovviamente non possono mancare le segnalazioni scontate e di fatto un po’ ridicole. Come per l’Islanda. “L’Islanda -ci dicono dalla Farnesina- è un’isola vulcanica fortemente caratterizzata da fenomeni vulcanici e tellurici, che storicamente hanno avuto in taluni casi effetti disastrosi”. Grazie, ma forse si potrebbero evitare ovvietà tipo Etna e Stromboli. Segue la Sierra Leone con minacce di ben altra portata. E qui non si scherza: “Parliamo dell’epidemia di febbre emorragica, Ebola, per cui è stato dichiarato lo stato d’emergenza”. Ovviamente sconsigliati i viaggi non necessari nel paese.

Le ‘Samoa Americane’ rappresentano una singolare curiosità. “Si raccomanda -una volta in loco – di recare con sé copia dei propri documenti e titoli di viaggio, conservando gli originali in luoghi custoditi (albergo etc.)”. Forse perché la capitale si chiama Pago Pago? Venendo dall’Italia siamo attrezzati. Veniamo però a sapere che le Samoa sono anche soggette a frequenti eventi sismici che, “Se localizzati in mare, potrebbero provocare “tsunami”. Si consiglia ai connazionali di verificare, prima della partenza, lo stato delle strutture…”. Eccesso di prudenza che sfiora qui il menar gramo.

Il vizio della pedanteria si alterna alle segnalazioni da “Prima pagina”. Ad esempio la Libia che veniva sconsigliata già da tempo e dal comune buon senso. Insomma, una alternanza a volte stridente tra consigli scontati e segnalazioni di pericoli reali. Una carenza cui poter porre facilmente rimedio. Ad evitare che “Il livello di criminalità è piuttosto alto” della Guyana si mischi con le minacce di Ebola in Liberia o in Sierra Leone, oppure nelle scontate minacce nella Repubblica Centrafricana ‘segnata da scontri interreligiosi e tra milizie di opposte fazioni’. Quindi, niente Bangui, mi raccomando.

Feluche sito

Per il resto, chi non è ancora partito e cerca sicurezze, sito Ministero Esteri, Unità di Crisi, Consigliere Claudio Taffuri, e le vostre imprudenze troveranno rimedio. O forse, meglio evitare di chiamare in causa Taffuri e di frequentare certe zone come -leggo con merabilia- “Tutte le dirette regioni frontaliere con il Niger, il sud della Libia, il Sudan e la Repubblica Centrafricana, così come la regione situata a Nord del Lago Ciad, sono anch’esse sconsigliate per i viaggi, in quanto zone di passaggio di traffici e possibili incursioni di gruppi armati dalle confinanti regioni saheliane”.

Nel caso di viaggi in luoghi simili, più che una Unità di Crisi servirebbe una Unità Psichiatrica, ma questo è altro tema.

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