lunedì 27 maggio 2019

Fuga a gambe levate
dalla Libia ‘liberata’
da Sarkò e Cameron

Chiude l’ambasciata di Parigi che porta a casa anche cittadini e diplomatici britannici. Fuga “via nave”. Tra i francesi evacuati dalla Libia, secondo fonti diplomatiche transalpine, c’è anche l’ambasciatore di Francia a Tripoli. Il castigo della storia per i ‘liberatori’ dal despota Gheddafi

Via francesi e britannici. La Francia ha evacuato dalla Libia un gruppo di cittadini francesi e britannici, “via nave”. Lo ha riferito il portavoce del governo di Parigi. Gli evacuati, secondo precisazioni fornite da fonti diplomatiche transalpine, sono 55 francesi e sette cittadini britannici, individuati e radunati dall’ambasciata di Francia a Tripoli, rimasta aperta fino a ieri per assicurare l’operazione. A trasportarli fino in Europa è stata una nave della Marina francese. Tra i francesi evacuati dalla Libia, secondo fonti diplomatiche, c’è anche l’ambasciatore di Francia a Tripoli.

 

“Tenuto conto della situazione di sicurezza, i locali occupati dalla nostra ambasciata sono temporaneamente chiusi”, ha confermato all’agenzia France Press il portavoce del ministero degli Esteri Vincent Floreani. Resta aperta l’ambasciata italiana mentre molto altre rappresentanze diplomatiche occidentali hanno ridotto la loro presenza a Tripoli al minimo. Non più sfuggire la imbarazzante coincidenza della evacuazione franco-britannica alla conclusione di una infelice avventura politico militare voluta nel marzo 2011 in prima persona dal francese Sarkozy e dal britannico Cameron.

 

French President Nicholas Sarkozy, right, and British Prime Minister David Cameron in a square during their visit to Benghazi, Libya, Thursday, Sept. 15, 2011.
French President Nicholas Sarkozy, right, and British Prime Minister David Cameron in a square during their visit to Benghazi, Libya, Thursday, Sept. 15, 2011.

 

Nel centenario della prima guerra mondiale non stona il memento con le parole del generale Diaz il 4 novembre 1918: «I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza». Non è un esercito in fuga ma è una politica di esportazione della democrazia a mano armata che scappa di fronte alla storia. Sempre per la memoria. 19 marzo 2011: «I raid aerei sono iniziati alle 17.45. Lo ha reso noto il ministero della difesa francese. Tra gli aerei impegnati, Rafale, Mirage 2000-D, Awacs».

 

Repubblica del 20 marzo, a raid iniziati. «Raid aerei e missili sulla Libia. Dopo il vertice con Ue e Paesi arabi, al via l’operazione “Odissey Dawn”. Bombardamenti francesi e inglesi su Tripoli e contraerea in azione. Condanna di Mosca e rammarico cinese. Messaggio del raìs: “Colpiremo i civili in tutto il Mediterraneo”. Berlusconi: “Non ha i mezzi per colpirci”. La Russa: “I nostri aerei pronti in 15 minuti”. Il premier: “Non credo servirà”. Napolitano: “L’Italia farà il necessario”. Bossi scatenato: “In Cdm c’era un accordo diverso, ora arriveranno milioni di immigrati”.

 

Le immagini di Gheddafi ucciso trasmesse dalla tv araba Al Jazeera
Le immagini di Gheddafi ucciso trasmesse dalla tv araba Al Jazeera

 

Poi l’incasso del facile vittoria tra eserciti. ‘Il foglio’ del 15 settembre 2011. «Cameron e Sarkozy da questa mattina a Tripoli, accompagnati dal ministro degli Esteri, William Hague, e da Bernard-Henry Levy, tra i più attivi sostenitori dell’intervento a sostegno dei ribelli libici. I due leader avranno colloqui con i responsabili politici degli insorti del Consiglio Nazionale di Transizione. Si parlerà dei progressi che sta compiendo il processo di stabilizzazione e delle difficoltà per piegare le ultime sacche di resistenza dei lealisti. Cameron presenterà il pacchetto di aiuti pronto per i ribelli».

 

Il ‘tirannicidio’. Repubblica, 20 ottobre. «Ucciso Gheddafi. Obama “Fine di un doloroso capitolo”. Dopo settimane di assedio le truppe del Consiglio nazionale di transizione hanno espugnato Sirte, ultima roccaforte delle forze lealiste. E a Sirte, dove era nato, è finita la storia di Muammar Gheddafi. Dopo la caduta della città, hanno iniziato a inseguirsi voci sulla cattura e morte del Rais fino alle conferma ufficiale. Con tanto di immagini del corpo con un foro alla tempia. Il presidente Usa: “Libici, avete vinto la vostra rivoluzione”. Il ministro della Difesa La Russa: “Missione terminata”.

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