sabato 20 luglio 2019

22°giorno a Gaza
1104 morti 6500 feriti

Dal quotidiano israeliano Haaretz. Secondo le dichiarazioni del Ministero della Sanità palestinese, dato che l’operazione è iniziata 1.104 palestinesi sono stati uccisi e più di 6500 sono stati feriti. Dall’inizio dell’operazione, Vittime sul fronte opposto, tre civili e 53 soldati israeliani

C’è qualcosa che non funziona in questa ennesima guerra israelo-palestinese. Una guerra che non convince non soltanto sul fronte politico o morale, ma anche su quello strettamente militare. Lo schieramento militare israeliano nella Striscia è paragonabile alla quantità di truppe di Piombo Fuso del 2008-2009,anche se finora la campagna è stata condotta a pochi chilometri dalla recinzione di confine e gli attacchi sono stati dei raid. Ma l’operazione militarmente più contenuta è già costata l’esercito israeliano cinque volte il numero di soldati persi durante Piombo Fuso. Bilancio dispari.

 

Uno dei tunnel di Hamas scoperti dalla truppe israeliane
Uno dei tunnel di Hamas scoperti dalla truppe israeliane

 

Hamas ha subito indubbiamente numerosi duri colpi: il suo arsenale di razzi è in via di esaurimento, la maggior parte delle gallerie d’attacco -quelle che penetrano in Israele- sono state individuate e distrutte e molti dei suoi operatori -i commandos che le vigilavano e le usavano- sono stati uccisi a Beit Hanun e Shujaiyeh. Ma non è accaduto ciò che prevedevano alcuni leader militari e politici in Israele: Hamas sembra molto lontano dal collasso. Hamas non alza bandiera bianca ma -analizza Haaretz- sta usando il tempo per far pagare un prezzo sempre più alto, molto alto, all’IDF.

 

Ovviamente il prezzo più alto lo sta pagando la popolazione civile di Gaza. 1104 palestinesi uccisi e più di 6.500 feriti. 3 civili e 53 i soldati israeliani che hanno perso la vita. Questa notte 9 palestinesi uccisi nel campo profughi di al-Bureij e 7 di un’unica famiglia uccisi a Rafah. Numeri sconvolgenti che non paiono in grado di indurre ad un cessate il fuoco. Debolezza che produce intransigenza. Tensioni politico diplomatiche mai così profonde tra Israele e il suo principale alleato Stati Uniti. In difficoltà lo stesso governo Israeliano con i quotidiani locali che già discutono sul dopo Netanyau.

 

Razzi palestinesi nella notte su alcune città israeliane
Razzi palestinesi nella notte su alcune città israeliane

 

Ma il premier, in una situazione politico-militare decisamente incerta, rilancia: “Nessuna guerra è più giusta di questa. Dobbiamo essere pronti per una lunga operazione fino a che la nostra missione non sia completata. Non è possibile che i civili israeliani vivano sotto la minaccia dei tunnel e dei razzi”. Razzi, appunto, con dettaglio macabro. Un razzo ha ucciso sette bambini palestinesi nel campo profughi di Shati, a nord di Gaza. Voci israeliana parlavano dell’esplosione del razzo durante il suo lancio. Fonti locali narrano che i bambini sono stati colpiti mentre giocavano sulla spiaggia.

E il mondo impotente spende parole. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha telefonato a Netanyahu. Risultati? A Quanto pare nessuno. Il Consiglio di sicurezza Onu esorta Israele ed Hamas a far applicare la tregua per la durata della festa musulmana dell’Eid al Fitr, la fine del Ramadan.Ma per Netanyahu la risoluzione ”non tiene conto della sicurezza di Israele”. Ci prova il presidente palestinese Abu Mazen: “La proposta egiziana per un cessate il fuoco in Medio oriente va incontro alle richieste dei palestinesi, incluso l’apertura dei valichi e la rimozione del blocco” della Striscia.

 

 

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