Gaza: Obama e Onu
Ora cessate il fuoco
senza condizioni

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu prova a fare la voce grossa senza alcuna certezza di far paura a qualcuno, ma almeno ci prova. Dichiarazione all’unanimità presa nella notte sul macello Gaza: “cessate il fuoco umanitario immediato e senza condizioni”. I 15 paesi membri, riunitisi d’urgenza a New York, esortano Israele ed Hamas a far “applicare pienamente” la tregua per tutta la durata della festa musulmana dell’Eid al Fitr, la fine del Ramadan, “ed oltre”. Il Consiglio di sicurezza chiede inoltre il “rispetto del diritto umanitario internazionale, in particolare sulla protezione dei civili”.

 

Israel resumes Gaza military offensive after Hamas rocket attacks

 

La proposta di base su cui regolare il cessate il fuoco resta quella egiziana di centinaia di morti fa. L’Onu prende poi atto di quanto sotto gli occhi del mondo: “la necessità di fornire immediatamente assistenza umanitaria alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, aumentando i contributi all’Agenzia delle Nazioni unite per il soccorso e l’occupazione”. Tre giorni dopo il bombardamento su una scuola dell’Onu a Gaza, il Consiglio bacchetta Israele ricordando la tutela dovuta “alle strutture civili e umanitarie che devono essere rispettate e protette” da tutte le parti in conflitto.

 

Immediata l’altalena politico-diplomatica che indigna. Israele ha respinto la proposta del segretario di stato Usa John Kerry per un cessate il fuoco confermando, invece, la sua adesione alla mediazione egiziana, definita l’unica possibile. Hamas e le altre fazioni palestinesi della Striscia che ieri avevano respinto la decisione di Israele di prolungare fino alle 24 la tregua chiesta dall’Onu, anche in vista della festa per la fine del Ramadan – hanno invece annunciato di voler accedere alla richiesta delle Nazioni Unite. Ogni parte vorrebbe la tregua e suo comodo, misura e convenienza.

 

Israel launches offensive in Gaza

 

Un rifiuto netto quello del governo di Tel Aviv che riacutizza le tensioni tra Usa e Israele, ogni parte irritata con l’altra per, o un ‘eccesso di difesa’, o un ‘non adeguato sostegno’. Nel frattempo Hamas ha continuato a lanciare razzi e colpi di mortaio sulle zone sud dello stato ebraico anche se a ritmo ridotto. Tutti ad aspettare qualcosa oltre i reciproci rifiuti. Una sorta di assenza di conflitto, come è stato definito, se da Gaza ci sarà calma. Le truppe israeliane sembrano concentrate ora nella individuazione e nella distruzione dei tunnel sotterranei che portano dalla Striscia verso Israele.

 

Tags: oBAMA Onu
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