• 27 Febbraio 2020

Gaza più di 800 morti
dopo la scuola colpita
proposta Usa di tregua

Questa volta è difficile per il mondo anche vicino ad Israele dare torto ad Hamas: “Serve un cessate il fuoco e la fine del blocco di Israele a Gaza il più presto possibile”. Lo ammette Khaled Meshaal, leader di Hamas, alla Bbc. “Le persone non possono ricevere assistenza sanitaria o andare al lavoro. Perché il popolo di Gaza deve essere punito con questa morte lenta nella più grande prigione del mondo? Questo è un crimine”. Fonti palestinesi hanno riferito al quotidiano arabo Al-Hayat che Hamas avrebbe acconsentito al cessate il fuoco proposto dal segretario di stato Usa John Kerry.

 

Israel launches offensive in Gaza

 

Pausa di una settimana a partire da sabato, al peggio da domenica. Durante questo lasso di tempo, le parti – grazie alla mediazione internazionale – comincerebbero a negoziare su punti di sicurezza, economici e politici per un accordo duraturo. Hamas ha chiesto da subito garanzie sul rilascio dei detenuti e l’estensione dei diritti di pesca. Sforzi ”intensi” -scive Haaretz- per arrivare ad un cessate il fuoco. Il segretario di stato Usa John Kerry guida i contatti per annunciare a breve una tregua. Altra fonte israeliana, Ynet, scrive il governo israeliano starebbe attendendo la risposta di Hamas.

 

In Israele i media riportano dichiarazioni di esponenti della destra che chiedono a Netanyahu di non acconsentire al cessate il fuoco. Ma di che cosa si tratterebbe? Tra i punti di Kerry, durante la tregua le forze israeliane non lascerebbero del tutto la Striscia. Uno dei temi più contestati dai palestinesi. Durante il cessate il fuoco le parti si incontrerebbero al Cairo per confrontarsi tramite la mediazione egiziana. Gli Stati Uniti, l’Onu e l’Unione Europea si farebbero garanti che i negoziati riguarderanno il disarmo dei razzi di Gaza e dei tunnel e dall’altra parte, fine del blocco su Gaza e la ricostruzione.

 

Airstrikes on Gaza

 

Intanto il bilancio delle vittime supera gli 800 morti dall’inizio dell’operazione israeliana. 823 morti e 5.240 feriti per Ashraf al-Qudra, portavoce del ministro della sanità palestinese. La stessa organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un appello per l’apertura di un corridoio umanitario per evacuare i feriti e far giungere farmaci salvavita. Il corridoio dovrebbe inoltre garantire il passaggio dei pazienti ai valichi e l’uscita da Gaza per ricevere cure mediche. L’Unione europea dà segnale di esistere e chiede chiarezza sui colpi contro la scuola Onu, i 16 morti e gli oltre 200 feriti.

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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