• 27 Febbraio 2020

I numeri di Gaza
colpiscono Israele
Difesa o massacro?

Titoli da bollettino di guerra, compreso il nostro, ad offrire frammenti di tragedie umane e di bugie di guerra che si rincorrono senza che nessuno abbia tempo o mezzi per verificare. Hamas pronta alla tregua titola qualcuno. Poi leggi che il leader di Hamas, Khaled Meshaal, si dice pronto ad accettare una tregua umanitaria. Ma -fonte France Presse- a condizione che venga tolto il blocco israeliano della Striscia. Come dire che la guerra continua. Netanyahu spara sull’Onu. “L’inchiesta Onu sulle nostra violazioni dei diritti umani sarebbe una parodia”. In questo caso, dov’è la ‘notizia’?

 

Smoke rises after an Israeli airstrike in Al Shejaeiya
Smoke rises after an Israeli airstrike in Al Shejaeiya

 

Ma i numeri, quando definiscono cose certe e non opinioni, quelli sì che sono “La notizia”. Fatti, l’ unità di misura della dimensione di una tragedia. Il segretario generale Onu Ban Ki Moon sostiene che “Oltre 600 civili uccisi è inaccettabile”. E se fossero molti si più? “682 morti e 4250 feriti sono il bilancio aggiornato delle vittime palestinesi colpite dal fuoco israeliano, secondo la agenzia di stampa palestinese al-Ray, vicina a Hamas”. Fonte di parte? Probabilmente sì, anche se loro i morti li contano in casa. Arbitro possibile, non ‘nemico di Israele’, come l’Associated Presse Usa va bene?

 

Racconto dalla Striscia di un reporter Usa. Siti civili colpiti: quasi 500 case, 16 moschee e almeno due ospedali. Luoghi dove Hamas nascondeva armi e combattenti, ribatte Tel Aviv. Resta il fatto che tre quarti dei palestinesi uccisi in più di due settimane di attacco erano civili, secondo i dati delle Nazioni Unite. Uno su quattro era minorenne. Un funzionario della sanità palestinese ha aggiornato il bilancio delle vittime a 695 e ha detto più di 4100 feriti, con vittime civili in forte aumento da quando Israele ha inviato carri armati e truppe a Gaza la scorsa settimana nella operazione di terra.

 

Israele non ha offerto il proprio conteggio sui civili colpiti, ma un portavoce militare ha parlato ieri di 210 militanti di Gaza uccisi. Il distinguo tra militari e civili colpiti diventa fondamentale. Pende su Israele l’accusa di “Eccesso di difesa” e forse, di crimini di guerra. Navi Pillay, alto commissario Onu per i diritti umani, ha detto che alcuni degli attacchi israeliani, quelli sulle case e su un centro di cura per disabili, sollevano sollevano “forti dubbi”. Diritto internazionale violato e l’ipotesi di crimini di guerra. Analoga condanna per i 3000 razzi sparati da Hamas e i 3 civili colpiti e uccisi.

 

Israele insiste su Hamas come solo obiettivo: impedire di sparare razzi e distruggere i tunnel che portano in Israele. L’esercito ammette circa 3250 attacchi contro “posizioni terroristiche” e mai civili. Ma l’esercito non spiega perché un certo luogo è stato colpito, abitazioni private in cui diversi membri della stessa famiglia rimangono uccisi. Il gruppo palestinese per i diritti umani ‘Mezan’ ha detto che sono 477 case distrutte dall’ 8 luglio, e che 332 persone sono morte tra le macerie delle loro case. Giornalisti dell’Associated Press testimoniano di attacchi a una moschea e alla Croce rossa.

 

Palestinian mothers and childrens flee from their houses in the east of Gaza City after Israeli air strikes
Palestinian mothers and childrens flee from their houses in the east of Gaza City after Israeli air strikes

 

Nuovo fronte di battaglia, l’opinione pubblica mondiale. L’esercito israeliano mostra immagini di militanti di Hamas che utilizzano siti civili per copertura e sostiene l’obbligo di difendere i suoi civili. Il portavoce del governo azzarda che la risposta di Israele è “misurata e proporzionata”. Ma non tutti in casa sono d’accordo. Organizzazioni varie chiedono siano garantiti i bisogni primari della popolazione di Gaza, partendo da acqua ed elettricità. Minoranza. Vince la paura di Hamas ‘incarnazione del male’. Si disumanizzano i palestinesi e si precipita nell’isolamento internazionale.

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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