Privacy Policy Dopo Hamas e oltre Gaza cosa? -
sabato 18 Gennaio 2020

Dopo Hamas
e oltre Gaza cosa?

«La debolezza di Israele nel suo eccesso di forza», azzardavo nel titolo 10 giorni fa. Un editoriale letto da molti con osservazioni che quando non condividevano, almeno apprezzavano lo sforzo di capire. Ovviamente, anche attorno alla tragedia che sta travolgendo Gaza svolazzano molti avvoltoi e qualche cornacchia. Un lettore occasionale di RemoContro, uno che ritiene […]

«La debolezza di Israele nel suo eccesso di forza», azzardavo nel titolo 10 giorni fa. Un editoriale letto da molti con osservazioni che quando non condividevano, almeno apprezzavano lo sforzo di capire. Ovviamente, anche attorno alla tragedia che sta travolgendo Gaza svolazzano molti avvoltoi e qualche cornacchia. Un lettore occasionale di RemoContro, uno che ritiene di possedere la verità, è stato lapidario: «Quanta ignoranza in questo articolo (il mio). Leggiti la storia prima di scrivere stronzate (io). Il lancio di razzi lo chiami un problema politico? (mai scritto) Vai a spiegare a quei macellai di Hamas che la smettano di tirare sassi come i bambini (lui la storia sì che la conosce!) che la terra di Israele non gli appartiene, islamici del cazzo». Ometto il nome dell’autore del raffinato fraseggio, perché gli imbecilli non hanno identità ma solo certezze profonde. Noi, che coltiviamo la virtù del dubbio insistiamo nel tentare di capire. E torno a fare riferimento ad un collega-amico di Gerusalemme, anche per ridurre gli anatemi di “Islamico del .. cavolo” che il basso ventre filo israeliano produce come scoria. Gideon Levy, editorialista e vertice del quotidiano Haaretz.

 

Quesito semplice e limpido rivolto in casa israeliana: «Dopo che abbiamo detto tutto ciò che c’è da dire sul conto di Hamas, che è integralista, che è crudele, che non riconosce Israele, che spara sui civili, che nasconde munizioni dentro le scuole e gli ospedali, che non ha fatto niente per proteggere la popolazione di Gaza, dopo che è stato detto tutto questo, e a ragione -concede Levy- dovremmo fermarci un attimo e ascoltare Hamas. Potrebbe perfino esserci consentito metterci nei suoi panni e forse addirittura apprezzare l’audacia e la capacità di resistenza di questo nostro acerrimo nemico, in circostanze durissime». Attento Levy che gli imbecilli non hanno confini. Ma Gideon, insiste: «Israele preferisce tapparsi le orecchie alle richieste della controparte anche quando queste richieste sono giuste e corrispondono agli interessi sul lungo periodo di Israele stesso. Israele preferisce colpire Hamas senza pietà e senza altro scopo che la vendetta. Stavolta è particolarmente chiaro: Israele dice di non voler rovesciare Hamas (Israele sa che se lo fa si ritroverà sulla porta di casa la Somalia, altro che Hamas), ma non è disponibile ad ascoltare le sue richieste. Quelli di Hamas tutti “bestie”?

 

MIDEAST-PALESTINIAN-ISRAEL-CONFLICT-JERUSALEM DAY

 

Più concreta l’analisi delle proposte di Hamas e della Jihad islamica delle dieci condizioni per un cessate il fuoco di dieci anni. «Tra di esse non ce n’era neanche una che fosse priva di fondamento». Noi non ci fidiamo neppure di Levy, e andiamo a spulciare in sua compagnia. 1) Ritiro dell’esercito israeliano e autorizzazione dei coltivatori a lavorare le loro terre fino al muro di sicurezza. 2) Scarcerazione di tutti i prigionieri rilasciati in cambio della liberazione di Gilad Shalit e poi arrestati. 3) Fine dell’assedio e apertura dei valichi. 4) Apertura di un porto e di un aeroporto sotto gestione Onu. 5) Ampliamento della zona di pesca. 6) Supervisione internazionale del valico di Rafah. 7) Impegno da parte di Israele a mantenere un cessate il fuoco decennale e chiusura dello spazio aereo di Gaza ai velivoli israeliani. 8) Concessione ai residenti di Gaza di permessi per visitare Gerusalemme e pregare nella moschea Al Aqsa. 9) Impegno da parte di Israele a non interferire con le decisioni politiche interne dei palestinesi, vedi la creazione di un governo di unità nazionale. 10) Infine, apertura della zona industriale di Gaza. Qualcosa di irragionevole tra questo?

 

La verità denunciata da Levy, è che tutti se ne fregano di Gaza quando non spara missili contro Israele. La triste conclusione? “Funziona solo la forza”. Quando Hamas ha cominciato a sparare missili, Israele non poteva non reagire. Ma quei razzi non sono piovuti dal cielo senza motivo. Ecco come ricostruisce i fatti Gideon Levy. «Basta tornare indietro di qualche mese: rottura delle trattative da parte di Israele; guerra contro Hamas in Cisgiordania in seguito all’assassinio dei tre studenti di un seminario rabbinico -è dubbio che lo abbia pianificato Hamas- e arresto di 500 suoi attivisti con false accuse; blocco dei pagamenti degli stipendi ai lavoratori di Hamas a Gaza e opposizione di Israele al governo di unità nazionale, che forse avrebbe potuto ricondurre Hamas entro l’agone politico. Chiunque pensi che Hamas avrebbe potuto incassare senza batter ciglio, probabilmente soffre di arroganza, autocompiacimento e cecità». Netto, limpido, chiaro. Per fortuna il collega di Haaretz è decisamente ebreo altrimenti una botta di “Islamico del .. cavolo” era sua. Quesito da un ex corrispondente Rai da Gerusalemme: chi ha lasciato crescere il fascismo in Israele?

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