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giovedì 19 Settembre 2019

La magia di Galeb
il ‘gabbiano’ di Tito

La storica nave diventerà forse Museo permanente a Rjeka, la vecchia Fiume. Il Galeb fu lo yacht di rappresentanza del presidente jugoslavo. La ‘Nave della Pace’ di Tito usata nei viaggi di stato tra i ‘Non Allineati’, per missioni di pace e di amicizia a spezzare in parte l’allora Guerra Fredda

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Quando un nome segna il destino. Anche quello di una nave. Quella di cui vi vogliamo raccontare nasce nei cantieri Ansaldo di Genova nel 1938, 76 anni vissuti intensamente. Era bella, ben fatta, ma nacque come “Bananiera veloce” della Marina Mercantile. Poi fu la guerra e la nave divenne tante altre cose con tanti altri nomi, prima di quello del destino. Fu ‘Galeb’, gabbiano in serbo-croato, nome giusto per ‘volare’ sul mare. E ‘Il Galeb’ volò nella storia come nave di rappresentanza del presidente jugoslavo Tito. Quando c’era ancora la Jugoslavia ed era un grande Paese.

 

Soviet premier Nikita Khrushchev (right) and Yugoslavian president Josip Tito on the ship Podgorka on a sightseeing tour along the Istrian coast.
Soviet premier Nikita Khrushchev (right) and Yugoslavian president Josip Tito

 

Sul Galeb furono ospiti uomini di stato e personaggi famosi. A bordo Tito volle persino un piccolo zoo dove vi erano le tigri dono del Primo Ministro indiano Nehru, e altri animali esotici regalo del Presidente egiziano Nasser. Lo yacht divenne un simbolo per i popoli che costituivano la Jugoslavia e per molte nazioni del Movimento dei Non-Allineati. Galeb, nave di rappresentanza presidenziale fino alla morte di Tito nel 1980, effettuò 549 giorni di crociera, percorse 86.062 miglia, visitando18 stati in tre continenti, Europa, Asia ed Africa ospitando ben 102 tra capi di stato e di governo.

 

Tito col presidente statunitense Kennedy
Tito col presidente statunitense Kennedy

 

Tra gli uomini di stato ospiti sul Galeb, il leader sovietico Khruščёv, il Presidente Usa Kennedy, il leader cubano Fidel Castro, Paolo e Federica di Grecia, l’Imperatore d’Etiopia Haile Selassie, Re Hassan del Marocco, il presidente egiziano Nasser, il Primo Ministro indiano Nehru, il Presidente dell’Indonesia Sukarno, il Presidente del Ghana Nkrumah, il Presidente della Tunisia Bourguiba, Sirimavo Bandaranaike di Ceylon (prima donna al mondo ad essere Primo Ministro), il Premier della Birmania U Nu, il Presidente della Guinea Sékou Touré, l’Arcivescovo di Cipro Makarios.

 

Tito col presidente egiziano Nasser
Tito col presidente egiziano Nasser

 

Grandi nomi e grandi viaggi. Il Gabbiano inizia volare alto nel 1953 quando risalì il Tamigi con Tito a bordo per l’incontro a Londra con il Primo Ministro Winston Churchill in quella che fu la prima visita di un capo di stato comunista nel Regno Unito. A da allora mari senza confini. Nel 1954 in visita in Turchia, in Grecia. Successivamente una visita in India e Birmania sulla rotta dei Non Allineati. E Port Said, Aden, Bombay, Vizagapatam, Calcutta, Rangoon, Madras, Cochin e ancora Port Said. Dopo la morte di Tito, la nave effettuò l’ultimo viaggio di stato nel 1989.

 

Il presidente Tito a Londra con la giovane Regina Elisabetta
Il presidente Tito a Londra con la giovane Regina Elisabetta

 

Il prima e il dopo del Gabbiano a raccontarci i travagli della storia europea. La Galeb quando aveva altri nomi: nasce bananiera, diventa incrociatore ausiliario, catturata dai tedeschi a Pola diventa posamine nelle Kriegsmarine, nel porto di Fiume viene affondata da bombe statunitensi, nel 1947 venne recuperata dagli jugoslavi e trainata nei cantieri Uljanik di Pola, dove tra il 1948 e il 1952 viene ricostruita. Inizialmente ribattezzata Mornar (marinaio) diventa ‘Galeb’ come nave scuola per gli allievi ufficiali della Marina Jugoslava per diventare nave di rappresentanza del presidente Tito.

 

Tito con Fidel Castro
Tito con Fidel Castro

 

Con il disfacimento della Jugoslavia la nave divenne proprietà della nuova Federazione Jugoslava. Nel corso della guerra fra la Croazia e la vecchia Federazione guidata dal serbo Milosevic la nave venne utilizzata dalle forze federali per il blocco navale delle coste croate e nel 1992 partecipò all’evacuazione delle forze federali dalla Croazia. Successivamente, dopo essere stata radiata dalla Marina Federale e ceduta al governo del Montenegro, la Galeb finisce ormeggiata in stato di abbandono alle Bocche di Cattaro. Nel 1996 è messa all’asta dal governo di Podgorica a fare soldi.

 

Tito con presidente dell'Olp Arafat
Tito con presidente dell’Olp Arafat

 

La nave -il quasi rottame- viene acquistata dall’armatore greco John Paul Papanicolaou per farne uno yacht per crociere di lusso e venne rimorchiata al Cantiere di Martinšćica, a Fiume, lo stesso dove era stato restaurato e ricostruito il Christina di Aristotele Onassis, acquistato dallo stesso Papanicolau. Il costo per le riparazioni era stato valutato in 14 milioni di dollari, ma la crisi economica internazionale seguita al 2001 ha sconsigliato l’investimento, così il Galeb subisce il nuovo ennesimo abbandono, lasciato all’ormeggio, ad accumulare mezzo milione di debiti col porto

 

Foto storica di Tito che accoglie Saddam
Foto storica di Tito che accoglie Saddam

 

Il brivido definitivo nel maggio 2006, quando la Galeb stava per essere venduta come rottame, ma il governo croato ne ha impedito la demolizione proclamando la nave patrimonio culturale. La vuole la municipalità di Fiume per trasformarla in nave museo. Ripristinare La Galeb per la navigazione ed affiancare all’attività museale lo svolgimento di crociere. Soldi privati per fare soldi mantenendo però intatta una parte degli interni riservata a memoriale di Tito. Con l’obbligo di ormeggiarla a Fiume per alcuni mesi all’anno, come nave museo. Forse il Gabbiano tornerà a volare.

 

Tito Galeb ormaggiato grande sito

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