Ex capo del Mossad: ‘Jihad già a Gaza peggio di Hamas’

Ex capo del Mossad

Efraim Halevy, alle soglie degli 80 anni non bada molto alle convenienze. Quello che ritiene giusto lo dice senza girarci attorno. Come ha fatto sempre -così dice- durante i 28 anni di carriera nel Mossad di cui è stato responsabile dal 1998 al 2002. Quindi parte con una rivelazione: “scomodo politicamente per Israele e Hamas riconoscere di negoziare l’uno con l’altro, ma in realtà essi lo hanno fatto per anni”. Colpo a sorpresa prima del tiro sul bersaglio più importante. Sveglia amici vari -dice in casa israeliana- “Ci sono opzioni peggiori di Hamas”, e il riferimento è all’Isis.

Efraim Halevy nell'intervista con la CNN riportata dal quotidiano Haaretz

Efraim Halevy, ex capo del Mossad, nell’intervista alla CNN

“Abbiamo coniato un nuovo metodo di diplomazia nel XXI secolo: non ci incontriamo con loro, non parliamo di loro, ma noi ascoltiamo loro “, ha detto Halevy. La finzione dell’ignorarsi dopo la diplomazia del far finti da ascoltarsi. “Ognuno ascolta l’altro punto di vista. In qualche modo, alla fine, un’intesa è possibile”. “Abbiamo avuto diversi round con Hamas negli ultimi anni, e le prove sono i numerosi accordi, come venivano chiamato. In effetti è stata una trattativa tra noi e Hamas. Quando abbiamo raggiunto l’accordo sul soldato Shalit, rapito abbiamo negoziato con Hamas”.

Troppo tenero con Hamas? Leggete qui: While acknowledging that “Hamas is a very bad option”. Hamas è un interlocutore ‘Very bad’, molto ‘cattivo’, da tradurre meglio con ‘morto duro’, ma attorno c’è molto di peggio. I movimenti jihadisti che stanno sconvolgendo tutto il vicino mondo islamico. “E noi già sappiamo cosa alcuni di loro potrebbero fare. Soprattutto uno di loro: l’ISIS che ha già i suoi tentacoli nella Striscia di Gaza”. L’ISIS, afferma ancora Halevy, sta reclutando a Gaza, proprio come sta reclutando in Europa. Dunque, “ISIS has its tentacles in the Gaza Strip too”. Da paura.

Il quartier generale del Mossad, a TelAviv familiarmente chiamato dagli israeliani "L'Istituto"

Il quartier generale del Mossad, a TelAviv, per gli israeliani “L’Istituto”

Infine una previsione sull’attuale crisi. L’ex capo del Mossad non ha “rilevato per il momento un ‘grande appetito’ da parte di Netanyahu di andare, oltre gli attacchi aerei e magari, qua e là, una scaramuccia a terra”. Netanyahu, ha aggiunto, “vuole portare Hamas in una posizione in cui sarà costretto ad accettare il cessate il fuoco”, lasciandosi dietro un “Hamas indebolito al potere a Gaza”. “Israele non ha alcun interesse ad assumere la responsabilità per la popolazione a Gaza”. Analisi da superspia. Importante era far saltare l’ipotesi di un governo palestinese unitario, sembra di capire.

 

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