Chi scrive di politica interna forse è portatore di altri criteri giornalistici. Riferire anche l’assurdo purché qualcuno l’abbia detto. Riportarlo senza però spiegare a noi comuni mortali che era soltanto una finta, uno trucco, uno scherzo. Ad esempio prendere una simpatica quarantenne che il mondo l’ha vissuto tra scienze politiche e Commissione esteri del sua partito e farla ministro. Uno scherzo. Ma a Bruxelles non sono per nulla spiritosi. Ammettono l’accordo che «alla famiglia socialista spetta l’Alto rappresentante e che sarà l’Italia ad avere la prima scelta». Prima scelta, non scherzetti.
Dicono che Matteo Renzi è pronto a dare battaglia per una nomina platealmente inconsistente. Ma ora dicono che si è creato un fronte di 11 Paesi, prevalentemente dell’Est, contro la candidatura a ‘ministro degli Esteri’ dell’Unione: fatta da Renzi. Versione ufficiale, dopo aver tentato la gabola dell’eccessiva vicinanza alla Russia di Putin sul caso Ucraina, è che questi Paesi ragionevolmente sostengono che l’attuale capo della Farnesina non abbia il curriculum adatto e serva qualcuno di maggiore esperienza. Strambo davvero dover aspettare di sentire dire l’ovvio da tanto lontano.
A questo punto Renzi, secondo Repubblica, ha avvertito la Merkel nel caso scontato di bocciatura dell’invenzione creativa-giovanile alla Farnesina. «Sappi che per me l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione è Massimo D’Alema». Parole che suonano quasi come una minaccia. Il premier avrebbe incassato dubbi anche sul nome di D’Alema per le sue posizioni sul Medio Oriente. Intempestiva a maligna la proposta di Van Rompuy che per uscire dell’impasse era candidare Enrico Letta. Da Roma, un imbarazzato no all’ex premier spodestato da Renzi col noto ‘Non preoccuparti’.