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martedì 19 20 Novembre19

D’Alema agli esteri Ue
dopo Lady Aston
stop alla Baby

Rivelazione di RemoContro che, per principio, gli ambienti in cui maturano certe notizie li evita come peste. Ma non ci voleva uno scienziato a capire che l’inconsistenza assurda della proposta italiana alle responsabilità esteri dell’Unione doveva cedere il passo ad un minimo di dignità

Chi scrive di politica interna forse è portatore di altri criteri giornalistici. Riferire anche l’assurdo purché qualcuno l’abbia detto. Riportarlo senza però spiegare a noi comuni mortali che era soltanto una finta, uno trucco, uno scherzo. Ad esempio prendere una simpatica quarantenne che il mondo l’ha vissuto tra scienze politiche e Commissione esteri del sua partito e farla ministro. Uno scherzo. Ma a Bruxelles non sono per nulla spiritosi. Ammettono l’accordo che «alla famiglia socialista spetta l’Alto rappresentante e che sarà l’Italia ad avere la prima scelta». Prima scelta, non scherzetti.

 

dalema orrido sito

 

Dicono che Matteo Renzi è pronto a dare battaglia per una nomina platealmente inconsistente. Ma ora dicono che si è creato un fronte di 11 Paesi, prevalentemente dell’Est, contro la candidatura a ‘ministro degli Esteri’ dell’Unione: fatta da Renzi. Versione ufficiale, dopo aver tentato la gabola dell’eccessiva vicinanza alla Russia di Putin sul caso Ucraina, è che questi Paesi ragionevolmente sostengono che l’attuale capo della Farnesina non abbia il curriculum adatto e serva qualcuno di maggiore esperienza. Strambo davvero dover aspettare di sentire dire l’ovvio da tanto lontano.

 

RENZIASTON SITO 600

 

A questo punto Renzi, secondo Repubblica, ha avvertito la Merkel nel caso scontato di bocciatura dell’invenzione creativa-giovanile alla Farnesina. «Sappi che per me l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione è Massimo D’Alema». Parole che suonano quasi come una minaccia. Il premier avrebbe incassato dubbi anche sul nome di D’Alema per le sue posizioni sul Medio Oriente. Intempestiva a maligna la proposta di Van Rompuy che per uscire dell’impasse era candidare Enrico Letta. Da Roma, un imbarazzato no all’ex premier spodestato da Renzi col noto ‘Non preoccuparti’.

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