sabato 20 luglio 2019

L’assalto jihadista
sulla Libia laica
minaccia l’Italia

Decine di razzi sono stati lanciati contro l’aeroporto di Tripoli, centrata la torre di controllo ed un aereo fermo sulla pista. “La Libia si trova isolata dal mondo”, affermano fonti aeroportuali. Sale a 7 morti e 49 feriti il bilancio degli scontri a Bengasi con la milizia Ansar Al Sharia

La libia isolata dal mondo, l’aeroporto di Tripoli colpito da decine di razzi. Colpita la torre di controllo e un aereo. Non solo bande di banditi da rapina ma fazioni integraliste islamiche collocate tra Al Qaeda e l’Isis del Califfo di Siria e Iraq. E la Libia che fu laica con Gheddafi ci porta la jihad sull’italiana ‘terza sponda’ con la milizia salafita Ansar Al Sharia che prevale in Cirenaica, domina a Bengasi e ora minaccia persino Tripoli. Ma è la stessa Tripoli nelle mani delle milizie armate. L’ aeroporto della capitale è stato chiuso tre giorni. ONU e USA minacciano di abbandonare il Paese.

 

Fighting flares in Benghazi

 

Le ultime novità di guerriglia, il tentativo di controllare gli aeroporti, a voler gestire l’arrivo o forse la partenze di qualche cosa. A Bengasi l’ultimo scontro s’è spostato attorno all’ospedale Al Jalaa, sempre nei dintorni dell’aerostazione. A Tripoli direttamente minacciate le strutture aeroportuali. Pessimo segnale sulla capacità di penetrazione delle milizie islamiste, capaci di colpire senza grosse difficoltà a pochi chilometri dal centro della capitale, poco lontano dai palazzi del potere dentro cui giace inerme quel che resta delle istituzioni. Che ancora attendono i risultati elettorali.

 

A subire il colpo è stata la milizia di Zintan, formata da ex ribelli in prima linea nella rivoluzione del 2011 che portò alla caduta del Colonnello Gheddafi. Nella capitale i combattenti di Zintan controllano l’aeroporto e diversi presidi militari, godendo dell’appoggio ufficiale da parte del ministero della Difesa e della fazione politica in contrasto con lo schieramento islamista all’interno del parlamento. La milizia di Zintan è braccio armato della linea laica che fece l’irruzione nella sede del Congresso Generale per impedire all’allora neo premier islamista Ahmed Maetiq di insediarsi.

 

Di recente si è ufficialmente alleata con l’armata agli ordini dell’ex generale Khalifa Haftar, che combatte in Cirenaica una campagna antiterrorismo contro le milizie islamiste di Ansar Al Sharia e della ‘Brigata 17 Febbraio’. Ma la milizia di Zintan questa volta ha avuto problemi con gli islamisti che per qualche ora hanno preso in pugno l’area dell’aeroporto lanciando anche missili. L’azione è stato rivendicato dalla “Operations Cell of Libyan Revolutionaries”, coalizione in cui convergono diverse milizie islamiste e altri gruppi armati autonomi. Allarme Onu che riduce il suo personale.

 

Fighting flares in Benghazi

 

Ma il vero problema resta l’esito delle elezioni generali del 25 giugno, di cui si sapranno i risultati definitivi non prima del 20 luglio causa riconteggio dei voti in 24 seggi dove sono stati denunciati brogli. Gli Stati Uniti chiedono alle autorità libiche di darsi una mossa e arrivare al più presto al nuovo parlamento. Altrimenti a Washington si arrabbiano e tolgono dollari e armi. Una Camera dei Rappresentanti in cui la maggioranza dovrebbe andare ai partiti liberali. Salvo diverse alleanze politiche e di kabile, per dirci cosa ci aspetta sulla ‘Terza sponda’ del Mare Nostrum oltre ai migranti.

Potrebbe piacerti anche