Primo blitz di terra
su Gaza. 162 morti

Una prima breve operazione di terra nella notte contro un sito di lancio di razzi di Hamas nel nord della striscia di Gaza. L’esercito israeliano parla di quattro soldati leggermente feriti. Il blitz è stato effettuato da un commando d’elite della marina. Il braccio armato di Hamas ha confermato che un contingente israeliano ha tentato di sbarcare su una spiaggia e che c’è stato uno scontro a fuoco con i combattenti palestinesi. Bilancio al sesto giorno dei bombardamenti di Israele contro Hamas, è di 162 vittime. Tra loro un ragazzo palestinese di 14 anni ucciso all’alba nella striscia di Gaza in un raid.

 

Il ragazzo, Ibrahim al-Najar, sarebbe morto a Jabalya, nel nord della striscia. Secondo la polizia di Gaza, ben i 17 raid che hanno colpito la regione. Il raid più pesante in serata, con un attacco che secondo i militari israeliani avrebbe preso di mira la casa del capo della polizia di Hamas, ma -fonti mediche palestinesi- avrebbe invece centrato una palazzina e una moschea nel centro di Gaza City uccidendo 16 persone. Segnali pessimi sul temuto intervento di terra: Israele ha avvertito la popolazione dei rioni a nord di Gaza di abbandonare le case che si verranno a trovare in zona di combattimento.

 

Israeli attacks on Gaza

 

L’escalation -scandita anche dal lancio di tre razzi verso il nord d’Israele dal Libano- ha spinto la comunità internazionale a balbettare qualcosa che tutti sanno essere platealmente inutile: vedi il Consiglio di Sicurezza dell’Onu che lancia un “appello per la de-escalation della situazione” a Gaza. Appello tanto per dire che l’Onu c’è a non lotta assieme a noi, ma nessuna risoluzione di condanna dei bombardamenti israeliani che avrebbe visto l’opposizione Usa. Questa volta l’Onu parla per fortuna di norme sulla protezione dei civili a porre qualche problema etico sull’ “eccesso di difesa”.

 

Intanto a Gaza la situazione è pesantissima con edifici pubblici, case e strutture pubbliche devastate, il martellamento continuo degli aerei e il ronzio dei droni che non lasciano neppure per un istante la popolazione. La riapertura da parte dell’Egitto del valico di Rafah con Gaza ha consentito di far passare aiuti medici alla popolazione. Ma Israele ha continuato a rafforzare la morsa intorno alla Striscia inviando nuove truppe corazzate. Tsahal (l’esercito israeliano) ha avuto ordine di tenersi pronto, e torna all’ipotesi dell’intervento di terra che molti sperano di evitare me che in pochi credono accadrà.

 

Israel offensive in Gaza

 

Escalation senza soluzioni possibili? I segnali sono contraddittori. La tv israeliana ha parlato di una possibilità di tregua umanitaria di 12 ore. Altri media israeliani avevano segnalato la presentazione di una bozza di tregua ad Israele ed ad Hamas, da parte dell’Egitto e del Qatar. Il giornale Haaretz ha riportato una dichiarazione del portavoce di Hamas Sami Abu-Zuhri secondo cui la fazione islamica deve ancora ricevere ”una concreta offerta” su un cessate il fuoco. ”Se riceviamo – ha aggiunto – una proposta seria, la studieremo e risponderemo. Per ora si continua a combattere”.

 

Tags: gaza Israele
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