Privacy Policy Sogno di 1/2 estate E se l'Ue dei bilanci scopre l'immigrazione? -
sabato 7 Dicembre 2019

Sogno di 1/2 estate
E se l’Ue dei bilanci
scopre l’immigrazione?

14mila 500 profughi transitati da Milano, la maggior parte siriani ed eritrei. Arrivano in treno dal sud, dopo la traversata in mare. Poi ripartono nel giro di pochi giorni. Nessuno vuole rimanere. L’Ue labile, Frontex una non-agenzia europea che ‘coordina’, Mare Nostrum italiano che non basta

Sono provvisoriamente accampati sugli spazi che stanno ai lati delle scale che portano ai treni, stazione Centrale di Milano. E in treno arrivano dal sud, dopo la traversata in mare. “Qui ci sono i siriani” dice Maria Teresa Esposito, dipendente del Comune di Milano, volontaria come altri colleghi. “Vengono rifocillati all’arrivo, li si assiste in vari centri, poi ripartono nel giro di pochi giorni. Nessuno vuole rimanere qui”. Gli arrivi a Milano sono iniziati ad ottobre dello scorso anno ma sono aumentati notevolmente negli ultimi mesi.

“Ad oggi sono circa 14.500 i profughi che sono transitati da Milano” dice l’assessore del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino. “La maggior parte siriani, e poi eritrei”. Il semestre di presidenza italiana della UE è cominciato proprio da Milano e proprio dall’immigrazione, al centro di un consiglio dei ministri competenti per Affari interni e Giustizia. Una questione complessa, una “emergenza strutturale” avvertono i partecipanti all’incontro dal titolo ambizioso “Le frontiere dell’Europa: quali strategie per il futuro dell’immigrazione”, organizzato dall’Ufficio di Milano della Commissione Europea.

 

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Attorno al tavolo ci sono studiosi e rappresentanti della DG Home -quella che alla Commissione si occupa di asilo, immigrazione, controllo delle frontiere- e della presidenza italiana. In tempi di bilanci pubblici sofferenti e di fronte ad un aumento esponenziale degli sbarchi sulle coste meridionali dell’Europa -soprattutto di Italia e Malta- la parola d’ordine è: migliore coordinamento dell’esistente. A cominciare dall’Europa. Una selva di norme (8 diverse direttive solo sull’immigrazione legale), spesso di interpretazione controversa e una pluralità di azioni della Commissione europea, prima tra tutte Frontex, la non-agenzia europea che con un po’ di risorse europee per ora si limita a coordinare forze dei diversi Stati per il pattugliamento delle coste.

Poi c’è l’Italia con Mare Nostrum, un “lusso” per i suoi detrattori, un’azione meritoria per chi ancora pensa che le vite umane non abbiano prezzo.

 

Il prezzo, appunto. È giusto che l’Italia sostenga praticamente sola l’onere dei salvataggi in mare? La Commissaria Cecilia Malmström, proprio a Milano, non è stata molto incoraggiante: Frontex non ha i mezzi per sostituire Mare Nostrum, dobbiamo sederci e parlarne. I rappresentanti delle istituzioni presenti all’incontro sono ottimisti: insieme possiamo trarre risultati migliori dagli strumenti esistenti, anche se ciò riecheggia il “migliore utilizzo” della flessibilità partorito faticosamente dal vertice europeo di fine giugno in risposta alla richiesta italiana di maggiore flessibilità in altri campi. La presidenza italiana si impegnerà a tutti i livelli, politico e tecnico, per indurre gli Stati meno sensibili a sedersi al tavolo, presentando loro i “costi del non coordinamento” in materia di immigrazione.

 

La sensazione è che di fronte all’assalto di alcune sue coste (Eurostat registra un incremento del 30%delle domande di asilo rivolte ai 28 Paesi UE) l’Europa tenti affannosamente di attrezzarsi recuperando ‘utensili vari’ spesso non comunicanti tra loro. La Commissione chiama a raccolta le sue plurime teste (DG Home, Servizio di Azione Esterna con le sue “ambasciate”, Europeaid per la cooperazione allo sviluppo, ecc), cerca di coordinarsi con l’Italia; si spera che l’Italia lo faccia, visto che Mare Nostrum pare sia stata lanciata senza nemmeno informare la Commissione. Anche in questo l’Europa è strabica; il maggior numero di rifugiati trova accoglienza in Germania, Francia, Svezia, Regno Unito. L’Italia non brilla per prima accoglienza, nonostante l’impegno finanziario per Mare Nostrum.

 

Sbarco Profughi Brancaleone 30 Settembre 2013

 

Non aiuta la situazione di incertezza istituzionale -la maggior parte delle nomine dei vertici europei deve ancora essere decisa- e, sui governi nazionali, aleggia lo spettro di opinioni pubbliche che potrebbero non gradire strategie troppo ambiziose (e costose) in materia di immigrazione, facendo saltare il banco alle prossime elezioni nazionali (a parte l’Italia felix, le elezioni europee di maggio hanno sparso inquietanti presagi in molti Paesi).

 

Largo agli uomini e alle donne di buona volontà -come Maria Teresa e i suoi colleghi, tutti volontari- Ma per favore, e la richiesta va in primis agli Stati riottosi a cedere poteri e risorse per tentare un approccio europeo all’immigrazione, che occuparsi dell’ “emergenza strutturale” diventi un dovere di civiltà e non solo affare di pietà umana. Poi ci sarebbe anche il discorso su un ruolo più autorevole dell’Unione europea in politica estera, per tentare di incidere sulle cause della fuga di tanti disperati. Ma questo non è un blog di fantapolitica.

 

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