Israele attraverso il presidente uscente Peres avverte Hamas di fermare il lancio dei razzi o sarà invasione di terra. Il suo alterego istituzionale palestinese con cui aveva pregato per la pace assieme a Papa Francesco in Vaticano, Abu Mazen invece denuncia che a Gaza sarebbe è in corso un vero e proprio ‘genocidio’. Violenza senza fine a cui diventa difficile trovare una logica e il secondo giorno di confronto tra Hamas e Israele ha sempre più il contorno di una guerra vera e propria. Secondo fonti israeliane, da Gaza sarebbero stati lanciati più razzi che in tutto lo scontro del 2012.
Più di 50 vittime nella notte a Gaza, secondo l’agenzia palestinese Nena News, 73 nei tre giorni di attacco aereo israeliano, rilancia l’italiana Ansa. E’ già massacro massacro èprima del minacciato attacco via terra. Tre raid aerei istraeliani sulla Striscia nella notte avrebbero provocato la morte di 14 persone, tra cui 4 bambini. A Khan Yunes un primo raid ha colpito una stalla uccidendo sei persone e ferendone altre. Più tardi, altro attacco, sono state colpite due abitazioni, sono morti tre donne e quattro bambini. L’ultimo raid ha colpito un campo profughi di Nusseirat, con una vittima.
Ma non soltanto bombe aeree. Anche azioni navali sulla Striscia di Gaza, con 40 mila riservisti pronti a entrare in campo. Si intensifica l’operazione «Protection Edge», Margine protettivo, contro Hamas, che reagisce lanciando grappoli di razzi sul Sud di Israele, tentando di colpire Tel Aviv e di mettere a segno un blitz con i commandos del mare. Obiettivo israeliano che sembra di intuire, una pressione in crescita dove le truppe di terra potrebbero essere l’ultima carta. Al momento a colpire è l’aviazione che ha messo a segno 146 attacchi in meno di 36 ore 96 lanciatori di razzi.
Hamas chiaramente in difficoltà. Persa la base di Damasco a causa della guerra civile, non ha più le retrovie egiziane per l’arrivo alla presidenza di Al Sisi e subisce senza strumenti la pressione di Israele tenta di demolirne la struttura militare. Hamas reagisce con una pioggia di razzi sulle città del Sud ed anche del Centro di Israele: oltre 140 in poco più di 24 ore. Oltre ai rudimentali Qassam spuntano i missili iraniani Al-Fajr 5 in grado minacciare Tel Aviv che Teheran sarebbe riuscita a far arrivare a Gaza, via Sudan. Una minaccia sull’intera area sud di Israele da verificare.