• 19 Febbraio 2020

URSS di Shevardnadze
vecchia guerra fredda
poi trame arancione

Un onorevole pezzo di storia

Fu figura storica Eduard Shevarnadze, ex presidente georgiano ma soprattutto ex ministro degli Esteri del leader sovietico Mikhail Gorbaciov, con cui fu tra i protagonisti della fine della guerra fredda. Nel’85 il presidente sovietico Gorbaciov lo chiamò al ministero degli Esteri, ponendo fine alla lunghissima carriera di Andrei Gromyko, rimasto in carica per 28 anni. Giocò un ruolo chiave nella fine della Guerra Fredda consentendo ai Paesi dell’Est di scegliere la propria strada, senza interventi armati da parte dell’Urss contro il principio leninista di ‘solidarietà internazionalista’.

 

Soviet President Mikhail Gorbachev and Soviet Foreign Minister Eduard Shevardnadze sign the conventional forces in Europe (CFE) treaty during ceremony at the Elysee Palace 19th november 1987.
Soviet President Mikhail Gorbachev and Soviet Foreign Minister Eduard Shevardnadze sign the conventional forces in Europe (CFE) treaty during ceremony at the Elysee Palace 19th november 1987.

 

Vietato riformare l’URSS

Con Shevarnadze, l’Unione Sovietica normalizzo’ le relazioni con gli Usa, mise fine alla cortina di ferro consentendo la riunificazione della Germania e sciolse il patto di Varsavia. Dopo duri scontri con i duri del Pcus che lo portarono anche ad uscire dal Partito, a fine 1991 si dimette assieme a Gorbaciov e al resto del governo. L’ultimo responsabile della diplomazia sovietica prima della dissoluzione dell’Urss. Nel 1992 torna in Georgia devastata dagli scontri interni. Ne diventa presidente sino al 2003 quando fu deposto dalla ‘rivoluzione delle rose’, finanziata dagli Stati Uniti.

 

Rose arancione verso l’Ucraina

La ‘Rivoluzione delle Rose’ color Arancione. Shevarnadze nel 2003 fu costretto ad abbandonare il potere per cederlo al trentaseienne Saakashvili, laureatosi in una università statunitense. Fu un movimento diretto e finanziato dal Dipartimento di Stato, dalle Fondazioni Soros e da enti collegati al Pentagono e aiservizi segreti Usa. Dopo la Georgia toccò alla Serbia con Otpor, e poi all’Ucraina, producendo la ben nota bionda trecciuta Julija Tymošenko. Una operazioni di cambio di regime utilizzando Organizzazioni Non Governative creando un’atmosfera di protesta popolare in piazza.

 

Rivoluzioni col guanto di velluto

L’ex Ministro sovietico Shevarnadze, aveva commesso l’errore di iniziare a trattare con Mosca per la privatizzazione degli oleodotti e delle risorse energetiche. Dietrologia eccessiva? Il 24 novembre 2003 il Wall Street Journal attribuiva esplicitamente il rovesciamento del governo di Shevarnadze alle operazioni condotte da “un insieme di organizzazioni non governative sostenute da fondazioni americane ed occidentali”. Queste ONG, scrisse il Journal, ‘avevano generato un classe di giovani intellettuali che parlava inglese, affamata di riforme pro-occidente’, per un colpo di stato incruento.

 

Georgian President Eduard Shevardnadze applaud to Pope John Paul upon his arrival in Tbilisi airport, 08 November, 1999, in a historic first visit to Georgia in what the Vatican hopes will be a step towards an eventual meeting with Russian Orthodox leaders in Moscow.
Georgian President Eduard Shevardnadze applaud to Pope John Paul upon his arrival in Tbilisi airport, 08 November, 1999, in a historic first visit to Georgia

 

Le Ong per il colpo di Stato

Le ONG erano coordinate da Richard Miles, ambasciatore degli Stati Uniti in Georgia, arrivato a Tblisi ancor fresco del successo ottenuto a Belgrado nell’organizzare il rovesciamento di Milosevic anche col movimento giovanile ‘Otpor’. Miles è indicato come specialista dei servizi segreti sotto copertura. Bracci operativi la Fondazione di George Soros, la Freedom House di Washington dell’ ex dirigente della CIA James Woolsey. Finanziamenti della “National Endowment for Democracy”, istituita da Reagan nel 1980 per ‘fare privatamente ciò che faceva la Cia’ contro i governi ostili.

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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