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lunedì 18 20 Novembre19

Argentina sul baratro
Debito ‘tango bond’
strangola il paese

I famigerati Bond Argentina. Quasi mezzo milione di italiani in possesso di ‘tango-bond’ per 14,5 miliardi che videro andare in fumo nell’enorme debito estero di Buenos Aires. Era il 2001 quando il governo argentino congelò dichiarò il crak. Oggi, quel vecchio debito difficilmente sarà pagato

Forse l’Argentina vincerà il suo terzo titolo mondiale di calcio con Messi e compagni ma certo rischia prima della finale del 13 luglio un altro record mondiale purtroppo decisamente negativo: la settima bancarotta nella storia del Paese. Per sapere di questo pessimo record basterà aspettare il 30 giugno, termine ultimo per pagare alcune vecchie del crak 2001. Come sempre le sorti del mondo in mani americane. Il 16 giugno la Corte suprema di Washington ha respinto l’appello del governo di Buenos Aires contro una sentenza che condannava Argentina a risarcire 1,33 miliardi di dollari.

 

Tango monete grafico sito

 

Debiti che aumentano i debiti. Entro lunedì Buenos Aires dovrà rimborsare i 1,33 miliardi più 225 milioni di dollari ai creditori che hanno accettato le ‘ristrutturazioni’, il ridimensionamento del debito contrattato e concordato nel 2005 e nel 2010. Dopo la sentenza sfavorevole del 16 giugno, tutta la ristrutturazione rischia di saltare. Pagare il 7,6% di creditori che non ha accettato le ristrutturazioni significherebbe spendere 15 miliardi di dollari, pari alla metà della riserve valutarie del Banco Central argentino. Rimborsare tutti, richiederebbe l’astronomica cifra di 120 miliardi di dollari.

 

La presidente argentina  Cristina Kirchner
La presidente argentina Cristina Kirchner

 

L’Argentina aveva confidato in un appoggio formale dell’amministrazione Obama. Ora il governo di Cristina Kirchner minaccia di non riconoscendo il debito. Nuova bancarotta. Riserve di valuta crollate a 35 miliardi, in grado di pagare importazione di beni e servizi solo per pochi mesi. Ciclo perverso con la svalutazione che insegue il debito che è definito in dollari e quindi aumenta. Nel frattempo l’Argentina ha nazionalizzato tutto quanto poteva ma la comunità economica internazionale la considera Stato fuorilegge. Vince lo strapotere della finanza globale e piange il popolo argentino.

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