3 ragazzi ebrei rapiti
Le accuse ad Hamas
dubbi dei palestinesi

Ciò che sappiamo, ciò che temiamo, ciò che potrebbe essere.

 

 

Israele

La notte del 12 giugno, nelle vicinanze di Allon Shvut, blocco coloniale ebraico di Etzion, tra Bethlehem ed Hebron, sono scomparsi tre giovani coloni israeliani, due sedicenne e un diciannovenne. Da allora di loro non se ne sa più nulla. Migliaia di soldati e poliziotti alla ricerca dei giovani che, secondo il premier israeliano Netanyahu -dichiarazione di ieri- sarebbero stati sequestrati da frange di Hamas.

 

L’Autorità Nazionale Palestinese viene chiamata in causa anche se ha sotto il suo controllo solo il 14% della Cisgiordania occupata. Il portavoce dei Servizi di Sicurezza palestinesi Adnan al Damiri nega ogni responsabilità e Hamas dà dello stupido a Netanyahu. Nessuno può escludere che un gruppo isolato di matrice qaedista possa avere compiuto l’ azione. Israele non ha chiesto il consueto supporto alla sicurezza palestinese

 

Mitchell Plitnick, già direttore dell’ “US Office of B’Tselem: The Israeli Information Center for Human Rights in the Occupied Territories” e dell’ “Educational Policy for Jewish Voice for Peace”, ha sottolineato come il presidente palestinese abbia sempre continuato il coordinamento di sicurezza con Israele. Analisti sostengono che la caduta di sicurezza in Cisgiordania sarebbe una minaccia più per l’ANP che per Israele.

 

ragazzi ebrei sito 600

 

Palestina

Il 3 giugno -dieci giorni prima del rapimento- a Ramallah s’è insediato il nuovo governo palestinese di Unità Nazionale, il primo dopo la rottura tra la laica Fatah e la formazione islamista Hamas di 8 anni fa. Ennesimo tentativo di riconciliazione interna in casa palestinse. Critiche da parte del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina che lamenta proprio la cooperazione di sicurezza con Israele. La destra israeliana strepita.

 

Tel Aviv denuncia i numerosi razzi esplosi contro le colonie vicine alla Striscia. I palestinesi contestano a Israele di trattenere tasse e diritti doganali per 100 milioni di dollari; di eseguire raid in tutti i Territori Occupati; di costruire nuove colonie per altre 3300 unità abitative in Cisgiordania e Gerusalemme Est come annunciato da Netanyahu e l’ipotesi politica di alcuni per l’annessione del 60% della Cisgiordania.

 

Segnali positivi giungevano invece dagli Usa che ora protestano: uno dei ragazzi rapiti è anche americano. Il Presidente statunitense aveva invitato il Primo Ministro ANP Rami Hamdallah a Washington per incontrarlo personalmente assicurandogli riunioni con esponenti del Congresso.Poi lo straordinario valore dell’incontro di Roma fra i Presidenti di Israele Shimon Peres e dell’ANP Mahmoud Abbas con Papa Francesco.

 

abu mazen e papa sito

 

L’impossibile che potrebbe essere

Problema per gli Stati Uniti era il ‘Palestinian Anti-terrorism Act 2006’ che impone l’interruzione di ogni forma di contatto fra USA e ANP se Hamas acquisisse anche un solo un seggio nel Governo. È quanto ricordava il governo Netanyahu. In realtà l’ANP non avrà un vero Organo Legislativo fino alle prossime elezioni e i seggi nell’Esecutivo sono assegnati a tecnocrati. Con Hamas sospettata a torto o regione tutto torna in bilico.

 

La posizione statunitense poteva/potrebbe essere in sintonia con quella espressa della sinistra del Meretz Party israeliano, Zehava Gal-On, secondo il quale proprio “la riunificazione tra Fatah e Hamas è essenziale, ci sarà un Presidente di tutti i palestinesi, purché il nuovo Governo riconosca lo Stato di Israele, i precedenti accordi e ponga fine a violenza e terrorismo”. Il patto Fatah-Hamas che piaceva negli Usa ma non in Israele.

 

Una posizione sostenuta anche dal già citato Mitchell Plitnick, del ‘The Israeli Information Center for Human Rights in the Occupied Territories’. Ipotesi criticata dalla destra e dai coloni israeliani ma che resta un contributo alla dialettica politica nel principio di privilegiare le armi della critica rispetto alla critica delle armi. Ciò che è avvenuto col rapimento dei 3 giovani israeliani. Ora le speranze per la loro vita e l’assillante ‘qui prodest’.

 

 

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