di Cristiano Tinazzi
Basi militari, mezzi e armamenti leggeri e pesanti lasciati in mano ai terroristi dell’Isis. Un esercito allo sbando, sembra essere quello iracheno, che si è lasciato ‘sorprendere’ dai miliziani senza quasi colpo ferire a Tikrit, nel governatorato di Salah ad Din, a nord di Bagdad. Decine e decine di mezzi militari e pick up della polizia (nelle fotografie sono ben visibili mezzi di trasporto, rifornimento e ricognizione Humvee) catturati. Una battaglia che è durata circa due ore e che ha visto squagliarsi come neve al sole l’esercito iracheno.
VERSO IL MACELLO
A renderci noti i particolari dell’attacco, della razzia e delle esecuzioni è un account twitter, quello di @w_salahadden. Diverse fotografie mostrano centinaia di persone trasportate su camion e giustiziate. La maggior parte di loro indossa abiti civili. Si parla (ma conferme ancora non ce ne sono) di circa 1700 morti. Un massacro. E’ evidente che i membri dell’Isis hanno l’intenzione di far vedere a tutto il mondo la loro giustizia ‘divina’ nei confronti degli sciiti.
CARNE DA MACELLO
Quasi una risposta alla repressione contro la minoranza sunnita operata in questi anni dal primo ministro Nuri al Maliki, lo stesso che ha rivolto un pericoloso quanto inappropriato appello televisivo a “tutti coloro in possesso di armi perché combattano contro lo Stato islamico dell’Iraq del Levante”. Il paese sta sprofondando così in una nuova guerra settaria. Tutti contro tutti, compreso i curdi, gli unici che sembrano in grado di poter reggere l’urto (perché ormai è evidente che non è solo l’Isis ad attaccare, che dispone di qualche migliaio di uomini, ma una alleanza trasversale con parti dell’opposizione sunnita) della rivolta armata.
IL MACELLO ESIBITO
Gli Stati Uniti intanto rimangono a guardare, dopo aver lasciato nei guai anche più di trecento contractor americani in servizio presso la base aerea di Balad, 64 km da Baghdad, che da mercoledì scorso hanno dovuto difendere da soli l’installazione militare dall’assalto di gruppi tribali e miliziani dell’Isis mentre le forze di sicurezza irachene “scappavano”. I contractor sono stati poi evacuati dall’aviazione irachena. Un gioco pericoloso, quello di Washington, che sembra incapace di prendere decisioni lasciando in mano all’Iran e ai suoi alleato il controllo della regione.