• 19 Febbraio 2020

Cina troppo armata
sostiene il Pentagono
e spende 5 volte di più

La spesa militare della Cina nel 2013 avrebbe superato i 145 miliardi dollari, il 21% in più rispetto ai 119,5 miliardi dichiarati da Pechino. La denuncia non esattamente insospettabile viene dal Pentagono che in un rapporto al Congresso fa i conti in tasca all’avversario politico-economico sull’oceano Pacifico. I soldi cinesi contati dalle spie americane sarebbero stati investiti soprattutto per l’acquisto o l’ammodernamento di droni, tra cui anche il modello Lijian, il primo velivolo senza pilota invisibile prodotto dalla Cina, navi da guerra, caccia, missili e sistemi di cyber spionaggio.

 

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Bilanci oscuri quelli di Pechino, maligna il Pentagono, per portare avanti manovre segrete per l’ampliamento dell’influenza geopolitica e militare del Paese nell’area del sud est asiatico. Partita del chi comanda sul Pacifico. Secondo il segretario alla Difesa Chuck Hagel, Pechino lavorerebbe per la destabilizzazione con operazioni militari ed esplorazioni petrolifere nel Mar Cinese con rivendicazioni territoriali -vedi le isole isole Senkaku/Diaoyu litigate col Giappone- per mettere in difficoltà i concorrenti nel settore energetico come Taiwan, Brunei, Vietnam, Filippine e Malesia.

 

Ma un capitolo a parte lo meritano le vicende legate allo spionaggio informatico. Washington ha accusato cinque ufficiali dell’esercito cinese di aver compiuto azioni di hackeraggio per bucare i sistemi informatici di importanti aziende americane operative nei settori del nucleare, del metallo e dell’energia solare. “La Cina -denunciano gli Usa- starebbe utilizzando le proprie risorse di intelligence informatica per raccogliere e sfruttare a proprio favore informazioni sensibili sui diplomatici americani e sui settori nevralgici dell’economia, dell’industria e della difesa statunitense

 

Ovviamente il ministero della Difesa cinese smentisce tutto e rilancia. Difficile dimenticare che nel 2013 il budget per le spese militari Usa ha superato i 600 miliardi di dollari. Quattro i cinque volte più della cattiva Cina. Nel futuro sarà ancora peggio, ha annunciato Obama da Varsavia. 1 miliardo di dollari subito per la difesa della sicurezza in Europa. Con di più truppe, mezzi e pattugliamenti aerei negli stati che confinano con la Russia e con l’Ucraina di Poroshenko. Una Nato sempre più armata che dagli Stati Baltici alla Turchia si avvicina sempre più ai confini della Federazione Russa.

 

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Ma in casa NATO non tutti sono d’accordo a svenarsi per una nuova corsa agli armamenti e per avere altri militari Usa in casa. I primi ministri ceco e slovacco si sono espressi contro la proposta della Casa Bianca. Fedeltà alla NATO, ma senza truppe straniere in casa. Anche l’Ungheria ha fatto sapere il suo dissenso. Budapest ritiene “non c’è bisogno di un potenziamento militare sui confini orientali del blocco Nato, malgrado l’acuirsi della crisi in Ucraina e i profondi cambiamenti nella situazione di sicurezza”. Singolare che a frenare Obama siano i Paesi che si sono liberati da Mosca.

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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