Tragedia irachena tra storia e follia. La follia dei 30 mila miliziani qaedisti dello ‘Stato islamico dell’Iraq e del Levante’, l’Isis, che hanno preso il controllo di Massul e di Ninive. Stiamo parlando dei territori nel grande regno assiro, nord della Mesopotamia, con Ninive splendida capitale sulla riva sinistra del Tigri. 2 mila 600 anni dopo la conquista e la distruzione di Ninive da parte degli eserciti dei Medi, oggi scandiamo agli scherani integralisti di al Qaeda. Ma gli Stati Uniti “si tengono pronti” a venire in aiuto all’Iraq. Date le imprese precedenti la promessa non rassicura.
Dalle notizie frammentarie che giungono da Mosul e raccolte dalla comunità di Sant’Egidio, risulta che ad essere presi di mira sono sopratutto i cristiani che in quella zona dell’Iraq si erano raccolti, Circa la metà dei 400mila cristiani iracheni di rito caldeo o siro ortodosso. Le vittime di cui si è avuta notizia sono già numerose e alcuni edifici sacri, chiese e conventi, sono stati dati alle fiamme. L’allarme lanciato da Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, parla di centinaia di migliaia di persone, per lo più famiglie con bambini che si affollano al confine con il Kurdistan.
Ad accrescere la tensione internazionale, il sequestro del console turco a Mosul, rapito con numerosi suoi collaboratori -48 sembra- dai miliziani qaedisti dell’Isis che da ieri controllano la città e che hanno occupato anche la sede del consolato. Stati Uniti pronti “a venire in aiuto all’Iraq” e la vicina Turchia che, attraverso il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu, ha annunciato “rappresaglie durissime”. Ma non basta: anche la Siria offre aiuto all’Iraq in quella che Damasco definisce la “comune lotta al terrorismo, parte di un complotto contro i popoli iracheno e siriano”.
Altro dettaglio che dà la dimensione di quanto grave sia la situazione, i miliziani sono entrati a Tikrit, città natale di Saddam Hussein a 200 chilometri da Baghdad. I qaedisti controllano tutta la provincia Baiji, con diverse raffinerie e pozzi di petrolio ed è corridoio di passaggio degli oleodotti che dall’est del Paese vanno verso le regioni occidentali. Scarsa la resistenza opposta della forze governative all’avanzata dell’Isis. Gli jihadisti avrebbero giustiziato 15 membri delle forze irachene nella provincia di Kirkuk. 37 le vittime di attacchi anti-sciiti a Baghdad e nel centro e sud dell’Iraq.