• 26 Febbraio 2020

Rivlin dopo Peres
Il ‘falco’ dei coloni
presidente d’Israele

L’informazione su tutte le complesse vicende israeliane dev’essere sempre pesata col bilancino e dosata con attenzione. “Formula ANSA” come garanzia di equilibrio: «Reuven Rivlin, del partito di destra Likud, è il nuovo presidente di Israele. Succede a Shimon Peres. Suo rivale al ballottaggio era l’ex ministro centrista Meir Shitrit. Rivlin, 74 anni, sarà il decimo capo dello Stato israeliano. Già presidente della Knesset, é un esponente storico della destra vicino ai coloni, ma ha il rispetto anche degli avversari per il suo approccio legalitario e l’equanimità alla guida dell’assemblea».

 

Israele preghiera 600

 

Ma per capire se e cosa cambierà in Israele dopo la presidenza Peres bisogna azzardare qualche giudizio con la certezza di qualche polemica. Ad esempio capire quale potrà essere la convivenza di Reuven Rivlin con il premier Netanyahu, col quale non corre buon sangue. Per cercare qualche risposta la più oggettiva possibile cerchiamo aiuto dal profilo del nuovo presidente israeliano tracciato da Maurizio Molinari per La Stampa. Dove non ci sono risposte certe cerchiamo almeno di porci le domande giuste, prima tra tutte cosa potrà rappresentare tenta destra al potere in Israele.

 

Rivlin aveva provato a essere eletto presidente già nel 2007 ma venne battuto da Shimon Peres, 90 anni, premio Nobel per la Pace, che terminerà il mandato di sette anni il 27 luglio. La questione chiave dei colloqui di pace con i palestinesi. Rivlin è sempre stato dalla parte dei coloni e ha sempre espresso la propria contrarietà alla creazione di uno Stato palestinese. Sarà interessante capire se e come modificherà il proprio atteggiamento dopo l’incontro tra Peres e il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas, per la cui si è speso in prima persona Papa Francesco.

 

Israele kneset tre

 

Personaggio certamente complesso quello che descrive con la consueta attenzione Molinari su La Stampa. Ad esempio la contraddizione di essere assieme leader del Likud e paladino dei diritti dei cittadini arabi. Oppure di essere una colonna dei conservatori ma di rivaleggiare da sempre con Benjamin Netanyahu, a cui rimprovera troppe contorsioni politiche. Il prossimo presidente rivendica l’orgoglio di appartenere alla “Tribù più grande del mondo”, i Rivlin, partiti da Praga nel 1550. Ebreo orgoglioso d’esserlo, da quelle radici nasce il legame con la minoranza arabo-israeliana

 

«Europeo d’origine ma orientale per vocazione, lettore del Corano in versione originale grazie agli insegnamenti del padre», ce lo descrive Molinari, Rivlin ha avuto il voto dei deputati arabi anche se è più inflessibile di Netanyahu su insediamenti e confini. Oppositore della formula dei due Stati, assicura che «rispetterà le scelte dei leader eletti dal popolo» ribadendo la fedeltà nella democrazia israeliana. Per il resto -dettaglio curioso- è un tifoso sfegatato del Beit-Har, la squadra di calcio di Gerusalemme che sogna di veder giocare con quella di Damasco: «Solo allora sarà vera pace».

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

Read Previous

L’eredità americana
nell’Iraq allo sfascio
dove vince al Qaeda

Read Next

Kaliningrad, Baltico,
l’avamposto russo
nel cuore dell’Europa