lunedì 27 maggio 2019

La fuga dall’Africa dei Cristiani, ma è solo guerra di fede?

Dove sino a pochi anni fa i cristiani vivevano nel rispetto delle comunità locali, oggi divampano violenze e scontri. Non si tratta solo di guerre per la fede. La catastrofe degli Stati in fallimento in tutto in centr’Africa, dopo il fallimento della diverse primavere arabe nel nord Mediterraneo

Serve decifrare rapidamente quanto Al Qaeda sia riuscita sinora a penetrare i conflitti dell’Africa Centrale. Analisi storica di padre Boscaini: “Lungo il versante occidentale del Continente, in Paesi come Senegal, Ghana, Costa d’Avorio e Camerun, il rispetto per la confessione cattolica si è ormai consolidato.

La fuga dall’Africa dei Cristiani, ma è solo guerra di fede?

Li chiamano “Failing State”, Stati sull’orlo del fallimento o, letteralmente, ‘mancanza di Stato’. Accade a sud del deserto del Sahara dove si allunga la lista degli Stati sull’orlo di crisi politiche, economiche e sociali senza ritorno. L’Africa Nera lacerata da crisi e violenze che sovente ci limitiamo ad attribuire ad elementi etnico-religioso, quando invece sono molti altri i fattori in gioco. Ad esempio le infiltrazioni terroristiche islamiste, i traffici dei signori della guerra, gli interessi economici ed energetici delle potenze occidentali in Nigeria, Mali, Sud Sudan e nel Centrafrica.

 

La fuga dall'Africa dei Cristiani, ma è solo guerra di fede?

 

I recenti episodi di massacri attribuiti o rivendicati da Boko Haram in Nigeria impongono però delle valutazioni più complesse. È difficile stabilire quanto il fattore religioso conti effettivamente in queste instabilità latenti. Passiamo dalla Nigeria alle meno pubblicizzate vicende della Repubblica Centrafricana. Paese grande il doppio dell’Italia e abitato da poco più di 5 milioni di persone. La situazione è esplosa nel marzo del 2013, quando i miliziani di Seleka, alleanza di gruppi ribelli musulmani, hanno destituito François Bozizé e consegnato il governo a Michel Djotodia.

 

È qui che ha avuto inizio il caos con razzie, stupri e omicidi di massa perpetrati dai guerriglieri Seleka nei villaggi a maggioranza cristiana e, successivamente, con la risposta sempre più violenta da parte degli anti-balaka, ricordandoci che “balaka” -spiega LoolOut- significa machete. Il bilancio ad oggi è terribile: circa un milione di sfollati rifugiatisi principalmente nei vicini Ciad, Camerun, Congo e Repubblica Democratica del Congo, e almeno 2mila morti, nonostante il dispiegamento di migliaia di soldati dell’Unione Africana, del governo francese e i caschi blu Onu.

 

La fuga dall'Africa dei Cristiani, ma è solo guerra di fede?

 

Serve decifrare rapidamente quanto Al Qaeda sia riuscita sinora a penetrare i conflitti dell’Africa Centrale. Analisi storica di padre Boscaini: “Lungo il versante occidentale del Continente, in Paesi come Senegal, Ghana, Costa d’Avorio e Camerun, il rispetto per la confessione cattolica si è ormai consolidato. Ma da qualche anno, sempre più giovani di questi Paesi vanno in università islamiche dove si insegna che l’istituzione di governi islamisti sarà la soluzione ai problemi dell’Africa. Accade in Nigeria, con la campagna del terrore di Boko Haram,“La cultura occidentale è peccato”.

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