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mercoledì 16 Ottobre 2019

‘Repubblica di Donetsk’ battaglia all’aeroporto dell’Ucraina dell’est

Mentre la salma di Andrea Rocchelli lascia Sloviansk nella regione di Donetsk infuria la battaglia. 100 morti di cui la metà sono civili. L’aeroporto sarebbe “pienamente controllato” dalle forze armate di Kiev, dice il ministro dell’Interno ucraino, ma attorno allo scalo ancora spari ed esplosioni

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‘Repubblica di Donetsk’ battaglia all’aeroporto dell’Ucraina dell’est

Le salme del reporter italiano Andrea Rocchelli e del suo interprete Andrei Mironov hanno lasciato l’obitorio di Sloviansk su un camioncino. Nessun carro funebre a disposizione. Le spoglie di Mironov giunte al consolato russo a Kharkiv, quelle di Rocchelli a Kiev dove sono i genitori. “I loro corpi sono stati dilaniati dai colpi di mortaio”, ha raccontato l’autista che li accompagnava. “Quando siamo arrivati, sono scesi dalla macchina con le mani alzate. Poi hanno iniziato a scattare delle foto. Hanno preso a sparaci. Ci siamo buttati in un fosso, ed è iniziato il bombardamento di artiglieria”.

 

'Repubblica di Donetsk' battaglia all'aeroporto dell'Ucraina dell'est
Foto e cinereporter durante la battaglia all’aeroporto di Donetsk

 

Epilogo di una comune storia di guerra che solitamente declini in numero e non in esseri umani. Numeri come i 100 morti prodotti nei feroci combattimenti avvenuti tra ieri e oggi nella regione di Donetsk. Battaglia con le armi e con la propaganda, e notizie sempre priva di verifica. La cronaca ANSA ci dice anche di scontri armati nella notte al confine russo-ucraino, dove guardie di frontiera ucraina sostengono di aver intercettato una colonna di camion, pullmini e auto provenienti dalla Russia mentre entrava clandestinamente in Ucraina. Versione e ‘news’ dell’agenzia Unian.

 

L’agenzia stampa russa Itar-Tass replica con “almeno 24 uccisi” in un attacco a un camion che trasportava miliziani separatisti feriti a Donetsk. Il governatore dell’autoproclamata Repubblica popolare, Pavel Gubarev, afferma invece che i morti sono 35. Anche questa notizia non verificabile. Guerra di guerriglia e guerra di agguati anche mediatici che oggi si avvalgono delle nuove armi di distruzione di massa del digitale, dei social nertwok o di un sms Twitter. Non si comunicano più fatto ma emozioni, col “Forse” e il “Si dice” che servono soltanto a rafforzare le opposte tifoserie.

 

'Repubblica di Donetsk' battaglia all'aeroporto dell'Ucraina dell'est

 

Sul piano politico, gli Stati Uniti annunciano -se mai fosse esistito un dubbio- che sosterranno il futuro presidente dell’Ucraina nei suoi sforzi per costruire una Ucraina “unita. Lo ha detto il Segretario di Stato, John Kerry, commentando la vittoria di Poroshenko. Secondo Washington, il Re del cioccolato -la sua attività economica da oligarca- “è impegnata a lavorare per trovare una soluzione pacifica al conflitto”. Ma Petro Poroshenko afferma di non avere alcuna intenzione di interrompere l’operazione militare contro i separatisti filorussi nelle regioni dell’Ucraina orientale.

 

Anzi. Secondo Poroshenko l’operazione deve proseguire in un “nuovo formato”, deve essere “più efficiente” e va “condotta nel periodo di tempo più breve possibile”. Il ‘re del cioccolato’ ha quindi sottolineato che i militari ucraini devono essere armati ed equipaggiati meglio. Richiesta di aiuri militari Usa ed europei in arrivo. Neo presidente alla guerra, neo sindaco di Kiev all’assalto delle barricate di Maidan. “Hanno adempiuto la loro missione e devono essere smantellate per far tornare la città a una vita normale”. Lo ha detto il ‘dottor Pugno di ferro’ Vitali Klitschko, neo sindaco.

 

'Repubblica di Donetsk' battaglia all'aeroporto dell'Ucraina dell'est

 

Mosca rispetterà la volontà del popolo ucraino, ha garantito il ministro degli esteri russo Lavrov commentando l’esito delle presidenziali. La Russia è pronta al dialogo con Kiev e con Petro Poroshenko ma senza mediatori esterni -Stati Uniti ed Unione Europea in testa agli ‘arbitri venduti’ sottintesi da Mosca e mai nominati- Messaggio chiaro e a suo modo conciliante. Intanto il deposto presidente Viktor Ianukovich ha annunciato di “rispettare la scelta fatta dal popolo ucraino nei tempi più difficili per la nostra patria, indipendentemente dall’affluenza alle urne in diverse regioni e dalla scelta fatta”.

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