alt="Tra Europa e Turchia l'autoritarismo di RTE Due morti a Istanbul"
Tra Europa e Turchia l’autoritarismo di RTE Due morti a Istanbul

Tra Europa e Turchia l’autoritarismo di RTE Due morti a Istanbul

Tra Europa e Turchia l’autoritarismo di RTE Due morti a Istanbul. La notizia è esplosa per le strade di Istanbul verso mezzogiorno, le 11 da noi. Una seconda vittima per le proteste popolari per la strage di 301 minatori a Soma. Nuovi incidenti quindi dopo quelli avvenuti ieri mattina nella zona. Scontri duri con la polizia che si stanno ripetendo, con l’uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere centinaia di manifestanti scesi in strada al grido di “assassini”. Uno violenza ormai consueta e decisamente fuori misura. Secondo testimoni gli agenti avrebbero esploso alcuni colpi di pistola in aria. L’atmosfera rimane tesa e non soltanto a Istanbul.

 

Tra Europa e Turchia l'autoritarismo di RTE Due morti a Istanbul

 

Colpiscono le modalità incredibili che hanno prodotto la prima vittima. Ugur Kurt, 30 anni, era stato colpito da un proiettile alla testa ieri durante incidenti sempre a Okmeydani fra la polizia e un gruppo di manifestanti che intendevano denunciare la responsabilità del governo nella strage della miniera di Soma, 301 minatori morti la settimana scorsa, e ricordare il quattordicenne Berkin Elvan, colpito mortalmente dalla polizia un anno fa nelle proteste di Gezi Park. Ugur Kurt non partecipava alla manifestazione ma a un funerale in una vicina cemevi, un luogo di culto della comunità alevita.

 

Secondo diverse fotografie uscite sui social, alcuni agenti hanno fatto uso delle pistole e di vere pallottole, oltre che di lacrimogeni, idranti a proiettili di gomma. La notizia della morte del giovane, diffusa verso mezzanotte, ha provocato violenti incidenti: al grido di ‘assassini’ centinaia di persone si sono scontrate con la polizia, che ha di nuovo fatto uso di lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili questa volta di gomma. Gli scontri sono continuati per buona parte della notte, facendo diversi feriti. Uno di loro purtroppo, il nome non è stato reso noto, è morto questa mattina in ospedale.

 

Le forze anti-sommossa hanno dato l’assalto la notte scorsa ai locali della facoltà di lingue straniere dell’Università di Smirne occupata dove hanno arrestato 38 persone. Gli studenti avevano occupato la facoltà per protestare contro la presenza della polizia nel campus. In base ad un recente decreto del governo del premier Recep Tayyip Erdogan la polizia ha sostituito le guardie private all’interno dei campus universitari turchi dall’inizio dell’anno accademico. Le forze antisommossa hanno dato l’assalto nel cuore della notte, con l’appoggio di elicotteri e hanno arrestato i 38 studenti presenti.

 

Tra Europa e Turchia l'autoritarismo di RTE Due morti a Istanbul

 

Clima da guerriglia urbana con la rabbia che monta a libello popolare e che da Istanbul si sta diffondendo nelle altre metropoli turche, Ankara e Izmir in particolare. E’ dalle grandi proteste di Gezi Park, brutalmente represse dalla polizia, che non si aveva un bilancio talmente drammatico in scontri fra manifestanti e forze anti-sommossa gestire spregiudicatamente dai prefetti su ordini dati sempre dal governo Erdogan. La repressione violenta della rivolta dei giovani turchi aveva fatto allora otto morti e 8mila feriti fra i manifestanti anti-governativi che avevano riempito molte piazze.

 

Condividi:
Altri Articoli