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domenica 22 Settembre 2019

Spiccioli sui Balcani
6 missioni di Tornado
con bombe umanitarie

300mila euro dall’Italia ai Balcani alluvionati, 200 alla Serbia e 100 alla Bosnia. Un’ora di volo di un cacciabombardiere Tornado costa 18mila euro. Bombe a parte. Per colpire Belgrado servivano circa 2 ore. Aiuti umanitari per 11 ore di volo sulle 6555 di tutta guerra. Errore o vergogna?

Sapete quanto costa un’ora di volo di un cacciabombardiere Tornado? 17.810 euro e 33 centesimi. Ma con lo sconto. Se volessimo calcolare correttamente ‘consumo macchina’, manutenzione, ricambi, personale e assicurazione sarebbero 35.014, 01. Sappiamo che i Tornado sono stati la punta di diamante della partecipazione militare italiana ai bombardamenti Nato sulla Jugoslavia nel 1999. Sappiamo anche che l’Italia ha deciso di donare alla Serbia colpita dal cataclisma 200mila euro, e 100 mila alla Bosnia. Carta e penna come al banco del mercato e i conti sono subito fatti: l’Italia ha ‘sganciato’ sulla Serbia di oggi l’equivalente di 10-11 ore di volo di uno di quei Tornado che 15 anni fa portavano invece bombe e missili. 200 mila euro donati equivalgono più meno a 5 missioni di attacco d’allora. Cosa significa tutto questo, oltre alla spilorceria insensibile di chi ha deciso?

 

Tornado armato primissino piano

 

Torniamo per un attimo alla guerra ‘umanitaria’ per il Kosovo. 24 marzo – 9 giugno 1999. Nello stesso giorno -oggi- in cui leggi, 15 anni fa, sicuramente un aereo militare italiano stava sganciando o si preparava a sganciare bombe sulla Serbia allora di Milosevic. Accadde per 78 giorni. La Nato allora fu generosa. Dicevano sarebbero bastare un po’ di bombe per pochi giorni, ma ne servirono invece tantissime, di tutti i tipi e contenuti compreso l’uranio impoverito. Cosa ha fatto l’Italia allora, cosa ha dato alla Serbia? Dal sito dell’Aeronautica militare, la sintesi dell’intervento italiano con alcune spiacevoli ma anche divertenti scoperte : «L’attacco aereo si conclude dopo 78 giorni di intensi bombardamenti. L’Italia interviene schierando 50 velivoli tra F-104, Tornado, AMX, B-707, G-222 e C-130 che effettuano 1.440 uscite e 6.555 ore di volo nell’Operazione ‘Allied Force’».

 

Un gran bel volare su Belgrado e dintorni: 6555 ore di volo ad una media di due, massimo tre ore di missione per quelle distanze minime, stiamo parlando di circa 3000 missioni militari. 84 ore di volo per ogni giorno di guerra, da 30 a 50 azioni d’attacco al giorno. Quanto è costata a tutti l’ avventura ‘umanitaria’? Cosa ha prodotto sulla Serbia ho provato a raccontarvelo in telecronaca diretta allora. In Italia invece, su quella pagina controversa, o è segreto o è reticenza. Oggi, di fronte alla dimensione di quella catastrofe scoprire che l’intero aiuto italiano alla Serbia equivale a cinque missioni di bombardamento fa riflettere. Fa ‘arrabbiare’. In Italia sappiamo tutti di essere nei pasticci e sappiamo che è arrivato il momento della lesina, dei risparmi. Siamo nei guai ma non vogliamo anche finire nella vergogna. La vergogna della somma decisa dal governo per gli aiuti ai Balcani.

 

bombardovanje (1)

 

300 mila euro da spartirsi tra Serbia e Bosnia. Arriviamo non solo tardi ma decisamente male. Almeno per essere l’ex settima potenza economica al mondo e vicini di casa con tutti i Paesi colpiti e con qualche pendenza che abbiamo visto con la storia recente. Leggo che la star del tennis Novak Djokovic, reduce dalla vittoria agli Internazionali di Roma, ha annunciato che donerà 700mila euro alle vittime delle inondazioni in Serbia e Bosnia. Tutta l’Italia come Stato si esprime a meno della metà di tali cifre? Alla Farnesina o a Palazzo Chigi qualcuno è inciampato. Le sofferenze di quelle popolazione nel nome di tutta l’Italia valgono meno di quanto ci costa in un anno -facciamo un esempio- un nostro parlamentare? O un mezzo direttore di un telegiornale dimezzato? Forse l’esempio meno pericoloso per noi è quello della guerra di 15 anni fa, con dovere della memoria.

 

Numeri su cui riflettere che suggeriamo alla Presidenza del Consiglio e alla Farnesina. Grazie

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