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giovedì 17 Ottobre 2019

Che fine ha fatto
l’ arsenale chimico
da togliere alla Siria?

L’allarme arriva dalla Cina, o meglio da Radio Cina Internazionale secondo cui l’ 8% delle armi chimiche siriane non può essere evacuato. Ieri al Consiglio di Sicurezza ONU conferenza a porte chiuse per il rapporto di distruzione delle armi chimiche del coordinatore s dell’ONU Sigrid Kaag

L’arsenale chimico siriano coinvolto comunque nella guerra con armi convenzionali che prosegue feroce. Damasco saldamente nelle mani del regime, mentre ad Aleppo e in altre aree settentrionali della Siria, la capacità di reazione da parte dei ribelli crea una situazione che condiziona anche il trasferimento delle armi chimiche. Consegne, arrivate al 92,2%. Il 7,8% che rimane si troverebbe in un sito attualmente difficile da raggiungere, ragione dell’ulteriore ritardo. Segreto su quando i cargo scandinavi Ark Futura e Taiko trasferiranno le 560 tonnellate di armi da Latakia a Gioia Tauro.

 

Il cargo scandinavo Taiko, una delle sue navi dei veleni
Il cargo scandinavo Taiko, una delle sue navi dei veleni

 

Notizie dalla Siria ci dicono che attualmente la delegazione dell’ONU non può entrare nei luoghi in cui si trova il materiale rimasto. A questo proposito, il funzionario delle Nazioni unite responsabile per la supervisione della distruzione ha fatto appello alle varie parti in conflitto perché si impegnino e garantiscano il completamento della distruzione delle armi chimiche nei tempi previsti. Illusioni. L’8 maggio al Consiglio di Sicurezza ONU vertice a porte chiuse per ascoltare il rapporto sul lavoro di distruzione delle armi chimiche siriane del coordinatore speciale dell’ONU Sigrid Kaag. Segreto.

 

Il cargo scandinavo Ark Futura, una delle due navi dei veleni
Il cargo scandinavo Ark Futura, una delle due navi dei veleni

 

Per la serie delle buone intenzioni utili solo a far vedere che se ne stanno occupando, il capo del Dipartimento di Stato Usa John Kerry telefona al capo della diplomazia russa Serghei Lavrov. Dobbiamo darci una mossa dice Kerry in una telefonata con Lavrov e i due sono “d’accordo sulla necessità di accelerare il processo di rimozione delle armi”. Aria fritta, con l’incombere della crisi Ucraina. Tutto fermo nel porto di Latakia dove i due cargo scandinavi già belli che stipati di veleni attendono il via, rotta Gioia Tauro. Intanto per il 3 giugno tutto fermo per ‘libere’ elezioni di guerra.

 

Se aspettano ancora un poco potremo ammirare le navi dei veleni sulla costa italiana da sotto l’ombrellone. Fortunati noi.

 

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