Privacy Policy Truppe russe lontane dai confini ucraini Prove di distensione -
domenica 8 Dicembre 2019

Truppe russe lontane
dai confini ucraini
Prove di distensione

Le truppe russe ritirate dal confine con l’Ucraina. “Ripiegamento facilmente verificabile coi satelliti”, dice Putin. Rinviati i referendum per la secessione. Primo scambio prigionieri a Sloviansk. Gesti di distensione: ora tocca agli altri dare qualche segnale nei confronti dei duri di Kiev

Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto ai sostenitori filorussi di rinviare il referendum dall’11 maggio, creandone però le condizioni perché possa svolgersi regolarmente. Putin, parlando a Mosca dopo l’incontro con il presidente dell’Osce, ha chiesto a Kiev di fermare le operazioni militari nel sudest e ha sollecitato “un dialogo diretto con gli abitanti dell’Ucraina sud-orientale”.

 

“Non abbiamo visto nessun cambiamento”, ribatte il portavoce del Pentagono. Satelliti spia orbi e cechi? Soltanto politica. “Al momento non ci sono prove certe di un ritiro russo dalla frontiera ucraina”, affermano più prudentemente della Casa Bianca, che subito dopo concedono che gli Stati Uniti “accoglieranno favorevolmente la notizia di un ritiro che sia significativo e trasparente”.

 

Gli insorti filorussi, dopo l’invito di Putin “non escludono di rinviare il referendum indipendentista dell’11 maggio a Donetsk”. Ma prenderanno una decisione solo giovedì, quando la proposta sarà messa al voto del “consiglio popolare” dell’autoproclamata repubblica di Donetsk. Tradotto, prima guardiamo se le truppe di Kiev frenano come chiesto da Mosca e poi decidiamo.

 

Ma secondo Kiev “Putin vende vento”. L’accusa viene dal premier ucraino nominato Iatseniuk che poco paciosamente ribatte che non si può rinviare “ciò che non era previsto”. Secondo Iatseniuk la consultazione non aveva alcuna legittimità. Date le modalità della sua nomina e del suo incarico il riferimento alle legalità appare decisamente audace se non addirittura azzardato.

 

Voci più moderate di quelle ucraine e statunitensi dall’Europa. ‘Cessate il fuoco’, de-escalation della tensione, dialogo tra le parti interessate e svolgimento delle presidenziali: è la roadmap che il presidente di turno dell’Osce, lo svizzero Didier Burkhalter, ha annunciato di voler proporre nelle prossime ore ai quattro firmatari degli accordi di Ginevra (Usa, Russia, Ue e Ucraina).

 

Nell’altalena di accenni distensivi e dichiarazioni infuocate e strumentali, un altro piccolo passo avanti. Primo scambio di prigionieri: tre ufficiali del gruppo speciale Alfa sono stati scambiati nei pressi di Sloviansk con tre esponenti filorussi, tra cui il governatore popolare eletto nell’ autoproclamata repubblica di Donetsk, Pavel Gubarev. Lo riferiscono numerosi media russi.

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