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domenica 17 20 Novembre19

In Libia premier n°5
al posto di Gheddafi

Dopo le tensioni della scorsa settimana il Congresso Generale Nazionale ha ufficialmente affidato l’incarico di primo ministro ad Ahmed Maetiq. Quarantadue anni, è il quinto politico ad assumere il delicato ruolo dalla caduta di Gheddafi. Per avere un premier, giochi di prestigio con le schede

Un premier qualsiasi, pur che sia. La Libia allo sbando cerca di salvare le apparenze. Ed ecco che il voto questa volta si è svolto regolarmente, senza assalti di bande armate all’interno del Congresso Generale Nazionale: Salva la forma, molto più incerta la sostanza. E’ stato eletto l’islamista e noto uomo d’affari Ahmed Maetiq, che ha avuto la meglio su Omar Al-Hassi, ottenendo però solo 113 preferenze rispetto alla quota minima necessaria di 120 voti. E qui scatta l’ennesimo pasticcio.

 

Per quei voti mancanti ieri il vice presidente del Congresso, Ezzedine al-Awami, aveva giudicato nullo il voto e invocato il ripristino temporaneo del governo ad interim di Al Thinni che si era dimesso a inizio aprile dopo un solo mese di premiership e dopo un attentato a lui e alla sua famiglia. Ruolo pericoloso quello di Premier provvisorio in Libia: troppo provvisorio. Eppure si ricorre a tutto pur di arrivarci. Riconteggio ed ecco a voi il miracolo della lievitazione dei voti.

 

Non più 113 voti a favore ma una oltre la soglia fatale dei 120. Evviva evviva. Maetiq è stato nominato nuovo premier da un altro alto funzionario del GNC, Salah al-Makhzoum, lo specialista dei miracoli della moltiplicazione dei voti. La mossa, come era prevedibile, è stata criticata da alcuni deputati che hanno definito il riconteggio illegale perché effettuato dopo la chiusura ufficiale della seduta parlamentare fornendoci un altro dettaglio curioso sulle procedure di democrazia libica.

 

Comunque sia, Ahmed Maetiq è ufficialmente il quinto capo di governo nominato dal parlamento dalla caduta del Colonnello Gheddafi nel 2011, ed anche il più giovane -con i suoi 42 anni- ad assumere questo delicato e pericoloso incarico. Avrà due settimane di tempo per presentare la sua squadra di governo chiamata ,come quelle che l’hanno preceduta, ad affrontare le questioni chiave per presente e futuro della Libia: la sicurezza e il rafforzamento delle istituzioni. Partenza incerta.

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