Privacy Policy
venerdì 20 Settembre 2019

Ucraina ad elastico
Nuove sanzioni Usa
e gli arbitri sospetti

I ribelli rilasciano uno degli osservatori dell’Osce trattenuti, la Casa Bianca annuncia nuove sanzioni contro la Russia. Diplomazia della paranoia. L’Ue pedissequa segue Washington, Mosca si arrabbia, si arrabbiano i ribelli filorussi dell’est e guadagnano spazio a Kiev le formazioni Nazi

Già la scelta della parole rischia di schierarti. Gli osservatori dell’Osce trattenuti dai separatisti filorussi nella città di Sloviansk. Altri li stanno chiamando “ostaggi” e “prigionieri”. E non è semplice questione stilistica. Comunque, uno di loro, gli osservatori Osce, è stato rilasciato. Uno svedese. I ribelli filorussi insistono ad accusare il gruppo di osservatori di essere spie della Nato, ma la Svezia non fa parte dell’alleanza, dicono a Sloviansk per mantenere il punto e assieme dare un segno. Uno dei drammi in questa vicenda sono i troppi a lanciare segnali che spesso fanno a pugni tra di loro.

 

“Nuove sanzioni contro persone vicine a Putin”, alza il tiro la Casa Bianca. Le nuove sanzioni contro Mosca riguarderanno presto le persone più vicine al presidente russo Vladimir Putin. Ovviamente gli Stati Uniti attraverso il presidente Obama ora in Malesia chiedono all’Europa di fare squadra. Dalla Bruxelles pre elettorale, imbarazzati cenni di consenso obbligato. Accusa reiterata, la Russia non avrebbe rispettato l’accordo di Ginevra mentre, sempre secondo Washington e Kiev, ci sarebbero prove che Mosca stia incoraggiando attività destabilizzanti nell’est e nel sud dell’Ucraina.

 

Brandelli di vecchia Guerra fredda riesumati dal passato o nuove tentazioni? Non c’è risposta certa. Il New York Times intanto ci dice che le “Sanzioni riaprono la caccia a presunto tesoro di Putin”. Una caccia che, secondo il quotidiano americano andrebbe avanti da 15 anni senza risultati. Una delle società descritta come legata a Putin è Gunvor Group, di cui uno degli azionisti, l’uomo d’affari Ghennadi Timchenko viene indicato come una delle persone più vicine a Putin. Assieme a lui verrebbero colpiti con sanzioni anche sette funzionari governativi russi e ben 17 aziende.

 

Ovvia ed immediata la replica di Mosca. “Le sanzioni Usa contro la Russia non resteranno senza risposta, ci sono gli spazi per farlo. Naturalmente risponderemo e siamo certi che gli effetti di questa risposta saranno dolorosi per Washington”, ha detto il viceministro degli esteri russo Serghiei Riabkov. Sul campo, in Ucraina, violenze per oggi sottotraccia. Dopo l’attentato al sindaco di Kharkiv ora in gravi condizioni, occupata una sede della polizia a circa 60 chilometri a nord di Donetsk, e scambi di colpi d’arma da fuoco all’aeroporto di Kramatorsk tra ribelli truppe ucraine.

 

Da qui al 25 maggio, primo turno elettorale per l’elezione del nuovo presidente la parti interessate a alzare il livello dello scontro hanno buon gioco. Probabile vincitore, se non sarà guerra a dare sostegno agli estremisti, sarò Petro Porochenko, l’oligarca che ha sostenuto la Maidan di Kiev. Poroshenko, imprenditore e Re del cioccolato è dato al 48,4%, appena sotto la soglia per vincere già al primo turno. In un possibile secondo turno, il 15 giugno, gli ucraini dovrebbero scegliere tra Poroshenko e Yulia Tymoshenko, l’ex premier ed ex detenuta che voleva bombardare Mosca e uccidere Putin.

Potrebbe piacerti anche