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venerdì 20 Settembre 2019

Ucraina lacerata
Osservatori spia
Attacco al rublo

La rincora al peggio. Kiev chiude i rubinetti dell’acqua alla Crimea annessa alla Russia ma ancora dipendente per alcuni servizi dall’Ucraina. I separatisti filorussi dell’est dell’Ucraina accusano gli osservatori Osce di essere spie della Nato e propongono lo scambio coi compagni prigionieri

Per separatisti filorussi dell’est dell’Ucraina gli osservatori Osce fermati sono delle “spie della Nato”. Accusa non nuova e non sempre immotivata nelle missioni più o meno diplomatiche in zone d’alta tensione. “Ieri abbiamo arrestato delle spie della Nato”, ha detto categorico uno dei leader dei separatisti di Donetsk, Denis Pushilin, davanti alla sede dei servizi segreti di Sloviansk, riferendosi agli osservatori rapiti ieri nell’est. “La gente dell’Osce sarà scambiata con i nostri tenuti prigionieri”. Comportamento da stato di guerra. Mosca -membro Osce- cerca di allentare la tensione e promette, “farà tutti i passi possibili” per la liberazione degli osservatori Osce fermati ieri a Sloviansk.

 

Confusione estrema sul fronte ‘occidentale’. Secondo un tweet dell’Osce gli osservatori rapiti sarebbero 8: quattro tedeschi, un ceco, un danese, un polacco e uno svedese. Secondo il ministero degli interni ucraino, invece, sono sette, mentre altre cinque persone tenute prigioniere sarebbero militari di Kiev. Il G7 intanto, preoccupato per la situazione in Ucraina, promette ulteriori sanzioni alla Russia. I Sette Grandi, decisamente incerti, ripetono la loro condanna per il ”tentativo illegale” di Mosca -ormai pienamente realizzato- di annettere la Crimea e Sebastopoli. Nuove sanzioni dice un responsabile americano che conduce la danza, che potrebbero arrivare già da domani.

 

Attacco economico concentrico. Standard & Poor’s hanno tagliato il rating della Russia, sceso a un gradino sopra il livello spazzatura, e la banca centrale di Mosca ha aumentato i tassi di interesse di mezzo punto percentuale al 7,5% in seguito ai rischi di inflazione legati alla caduta del rublo, sceso del 10% rispetto al dollaro dall’inizio dell’anno. Crisi economica conclamate e certo molto più grave in Ucraina dove però giungono applausi e milioni di dollari/euro di aiuto. Lodi al governo di Kiev per gli impegni di Ginevra, critiche per la Russia per non averlo fatto. Bastone e carota Usa-Ue: sanzioni ma “porta sempre aperta per una soluzione diplomatica sulla base dell’accordo di Ginevra”.

 

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