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venerdì 18 Ottobre 2019

Marò diventati ostaggi
L’India mostra i denti
L’ Italia cerca l’arbitro

Marò ostaggio e tempi ancora lunghi per liberarli. Sul caso l’Italia cambia strategia. De Mistura esce di scena. Rientra a Delhi l’ambasciatore italiano per ‘la nuova fase’ con l’avvio di procedure internazionali. Verso un arbitrato. L’anti pirateria non è solo una questione tra Italia e India

Tra avidità e provocazione. Un avvocato indiano ha presentato alla Corte Suprema dell’India una richiesta di trasferimento del caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da New Delhi ad una speciale Corte del Kerala. La ‘Transfer Petition’ è firmata da Freddy John Bosco, proprietario del peschereccio St.Antony coinvolto nell’incidente in cui morirono due pescatori. L’avvocato Usha Nandini ha chiesto che in attesa della risposta della Corte sia sospeso l’iter in corso a Delhi. Una questione di soldi, oltre a quelli già presi dalle famiglie delle vittime o anche provocazione politica?

 

La solidarietà del presidente Napolitano e “La svolta” del governo. Ma quale svolta? Dopo 2 anni dai fatti parte una non precisata “Procedura internazionale”. Finora era un contenzioso casereccio? Comunque sia abbiamo iniziato dall’ antico, modello Cancellerie, con l’invio in India di una “Nota verbale”. Un primo passo, rassicura la ministro degli Esteri Federica Mogherini in audizione al Senato, che se non darà esiti sfocerà nel ricorso a strumenti internazionali quali l’arbitrato. Oltre la decisione di far rientrare a Delhi l’ambasciatore italiano Daniele Mancini per seguire “la nuova fase”

 

Licenziato con onore l’ex sottosegretario Staffan de Mistura a cui viene riconosciuta “dedizione e l’instancabile impegno”. Ma senza risultati. Per colpa di chi? Secondo la giovane neo ministro degli Esteri “Servono figure nuove, stiamo definendo un collegio di esperti sotto la guida di un coordinatore per seguire la nuova fase”. Che servano soltanto adesso degli ‘esperti’ farebbe paura e l’indefinita “Nuova fase” che ritorna fa un po’ sorridere. Sul ‘nuovo’ che avanza, l’esempio non incoraggiante della ‘nota verbale’ annunciata. La quinta ci risulta. Mentre non sono note eventuali risposte.

 

Ma cosa andiamo a dire alle autorità indiane con questa raffica di note verbali? Ci viene ripetuto che “La divergenza è sulla giurisdizione”. Perbacco! Ora “Chiediamo l’avvio di un ‘exchange of views’ -che vuol dire uno scambio di vedute ma suona meglio in ingles – sulla disputa e il ritorno dei marò in Italia”. Semplice. La Bonino forse non ci aveva pensato. A ribadire l’ovvio anche la ministro della Difesa Roberta Pinotti. “Ad oltre due anni dall’incidente, a fronte di un atteggiamento da parte dell’India dilatorio, manca ancora un atto di accusa valido nei confronti dei due fucilieri di marina”.

 

Dei due Marò parla anche il presidente Napolitano nel suo discorso per il 25 aprile. Parole che seguono l’annuncio del governo di cui sopra. La proclamata e non esplicata ‘svolta’ nella vicenda. Certamente verso un arbitrato. A spiegare un po’ di più e meglio rispetto al ‘politichese’ riservato dalle due ministro nell’audizione al senato, un’intervista della stessa ministro degli Esteri Mogherini al quotidiano Il Tempo. Nuove fase ancora imprecisata “I cui tempi, però, non si annunciano brevi. Percorso internazionale lungo e complesso né breve né semplice”. Nuova fase senza alcuna novità.

 

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