• 24 Febbraio 2020

In Sud Sudan
massacri etnici
color petrolio

Denuncia dell’Onu: i ribelli sud-sudanesi hanno massacrato diverse centinaia di civili durante la conquista di Bentiu, città strategica e capoluogo dello stato settentrionale di Unity, dove si trovano i più grandi e importanti giacimenti petroliferi del Paese. Decine di persone sono poi state uccise in chiese, ospedali e in un compound del Programma alimentare mondiale, agenzia dell’Onu. I ribelli fedeli all’ex vicepresidente Riek Machar combattono l’esercito leale al presidente Salva Kiir. Lo scontro provocato da interessi politico economici diventa tribale tra i Dinka del presidente Salva Kiir e i Nuer di Riek Machar, i due gruppi etnici che si stanno contendendo il nord petrolifero.

 

Al momento si stima che, dall’inizio del conflitto il 15 dicembre 2013, siano circa 900mila, forse un milione gli sfollati. Di questi, 150mila hanno cercato asilo nelle nazioni vicine, ma la maggioranza si è rifugiata in altre aree del Sud Sudan. Nessun dato affidabile, invece, sul numero di vittime ma la cifra supera sicuramente, e di molto, le mille unità. Le violenze in Sud Sudan sono iniziate a fine 2013 nella capitale Juba dopo la rottura dell’intesa politica tra il presidente Salva Kiir e il suo ex vice Riek Machar. In poche settimane il conflitto ha coinvolto gran parte del Paese assumendo la forma di uno scontro etnico tra le due principali comunità del Paese, appunto i Dinka e i Nuer.

 

La missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan (Unmiss) ha fatto sapere di attacchi in una chiesa, in un ospedale e in un compound abbandonato del World Food Program. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato gli attacchi sottolineando che si tratta di «crimini di guerra». «I ribelli hanno preso d’assalto diversi luoghi dove avevano trovato rifugio centinaia di civili tra sud sudanesi e stranieri e hanno ucciso centinaia di loro dopo averne accertato l’etnia o la nazionalità», si legge in un comunicato. I ribelli hanno dichiarato alla radio locale che alcuni gruppi etnici non dovrebbero stare a Bentiu, e hanno chiesto agli uomini di violentare le donne di altre comunità.

 

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

Read Previous

Servizi Segreti
Direttore Aise
Alberto Manenti

Read Next

La Siria in guerra
al voto per Assad
Salta la trattativa