Privacy Policy
venerdì 20 Settembre 2019

Presidente imbalsamato
per l’Algeria che corre

Vigilia di Pasqua cristiana e ad Algeri rivince il vecchio e nuovo Presidente Abdel Aziz Bouteflika. Scarso entusiasmo col 51,70% dei 23 milioni di cittadini al voto. L’eterno Bouteflika, 77enne al potere dal 1999, 4° candidatura e altri 5 anni per un dubbio emendamento costituzionale del 2009

Il presidente algerino uscente Abdel Aziz Bouteflika. neo eletto
Il presidente algerino uscente Abdel Aziz Bouteflika. neo eletto

 

Settantasette anni, è al potere ininterrottamente dal 1999. Dopo il ricovero in una clinica francese per un ictus invalidante che per parecchio tempo lo ha tenuto lontano dalla scena politica algerina, solo negli ultimi mesi è tornato a farsi vedere in patria. A febbraio ha annunciato la sua candidatura, ma da allora per motivi di salute ha lasciato che fosse una cerchia di sei fedelissimi tra cui l’ex premier Abdelmalek Sellal e i ministri Mohamed Cherif Abbas, Amar Ghoul e Amara Benyounès a condurre la campagna elettorale per il Fronte di Liberazione Nazionale

 

Le elezioni si sono svolte in un clima piuttosto teso. Il governo ha schierato più di 260mila poliziotti a tutela dei circa 50mila seggi allestiti nel Paese, dove si sono recati a votare poco più della metà dei 23 milioni di algerini aventi diritto. Diversi partiti di opposizione e movimenti civili si sono opposti alla possibile rielezione di Bouteflika. Tra questi vi è il movimento Barakat, formazione nata due mesi fa, espressione della rabbia e della frustrazione di migliaia di giovani algerini nei confronti dell’autoritarismo politico del presidente, protagonista di scontri e tensioni con le forze di sicurezza.

 

Nonostante le polemiche che ruotano attorno alla candidatura del logoro Bouteflika, questi rimane la figura politica più popolare nel Paese. A lui gli algerini riconoscono il merito di aver contribuito a porre fine alla devastante guerra civile iniziata nel 1990 e di aver saputo contenere il disagio sociale durante le primavere arabe del 2011. Oggi il malcontento in Algeria è comunque tangibile, con la disoccupazione in crescita mentre sempre più gente vive in gravi condizioni di povertà nonostante lo Stato possegga ingenti ricchezze energetiche, petrolio e gas, di cui l’Italia è forte importatrice.

 

Eppure c’è un’Algeria che si muove, produce, lavora, acquista. La nuova autostrada che attraversa il Paese lascia intravedere a Ovest migliaia di nuove palazzi in costruzione. A Est sorgono industrie private fra Brodj Bou Arredj a Setif. Delocalizzazione dall’Europa per salari concorrenziali ed energia a basso costo. Nell’ Algeria privilegiata che si muove attorno alla nomenclatura di Abdel Aziz Bouteflika circolano auto di lusso, aria condizionata, spettacoli, scuole private, nidi d’infanzia, ospedali all’avanguardia. L’altra Algeria a due velocità che prima o poi potrebbe anche esplodere.

 

Potrebbe piacerti anche