sabato 17 Agosto 2019

La grana Ucraina
sempre più grossa
E nessuno si fida

Cresce la tensione nelle regioni russofone dell’Ucraina, dove la maggioranza della popolazione preme per l’annessione a Mosca. A Kiev la grana di gestire una situazione sempre più rovente mentre negli Usa litigano tra loro se fidarsi o meno di Kiev e passere loro le notizie di intelligence.

Il Consiglio del Popolo della regione di Donetsk e ha dichiarato l’indipendenza e chiesto l’invio da di una forza di peacekeeper alla Russia. Analoghe manifestazioni in altre regioni a maggioranza russa e russofona. Il nuovo governo di Kiev, nato a sua volta da una sommossa di piazza con milizie poco raccomandabili, minaccia la guerra. Gli americani accusano la Russia di voler destabilizzare l’Ucraina e di aver mandato nell’est dei dimostranti a pagamento. Loro, gli Usa, invece hanno speso miliardi per finanziare l’opposizione e i miliziani neonazisti, anche stranieri. Il problema è che i russi hanno lunga memoria e ricordano che per fermare i nazisti morirono 23 milioni di loro nonni.

 

Ora a Donetsk, nemesi di quanto avvenuto a Kiev. Ora le proteste sono di russi che non vogliono essere associati a un governo antirusso, che ha già messo fuorilegge la loro lingua e arrestato i loro rappresentanti. Specchio della protesta di Kiev, la cui anima era il nazionalismo antirusso, e non l’afflato europeista che ne era copertura mediatica. E con la differenza che nessuno minacciava gli ucraini dell’Ovest quanto ora sono minacciati i russi dell’Est dalla continua propaganda antirussa e dalla presenza nel governo di Kiev dei neonazisti con il vice primo ministro e un ministro che controllano gli apparati di sicurezza. E questa dettaglio pone in problema in casa spionistica Usa.

 

Secondo il Daily Beast, litigio incrociato alla Camera nel “Select Committee Intelligence” su quanto ci si può fidare delle spie ucraine. C’è chi sostiene di dover fare di più “Per aiutare l’Ucraina ma assieme non mettere a rischio i nostri metodi di raccolta di informazioni sui movimenti militari russe”. Il repubblicano Turner, commissione Forze Armate della Camera chiede invece di dare tutto, assistenza globale, compresa la condivisione di intelligence. Il democratico Schiff al contrario sostiene che l’Ucraina “è penetrato dai servizi segreti russi, quindi dobbiamo stare attenti a ciò che condividiamo che non rivelare le fonti e metodi della nostra raccolta di intelligence”. Non fidarsi.

 

Intento nella guerra di propaganda il presidente russo Putin ripete che quanto accade è conseguenza dell’ingerenza estera, che avrebbe finanziato i gruppi nazionalisti e neo-nazisti che sono dietro il colpo di stato anticostituzionale di Kiev. A differenza dei partiti di opposizione in Ucraina Putin non deve fare molto per alimentare la protesta, limitandosi a gestirla e lasciando ora a Kiev la grana di misurarsi con le dimostrazioni popolari. Contrariamente alla propaganda allarmistica, a Donetsk come in altre aree orientali dell’Ucraina Mosca non vuole un distacco come per la Crimea, ma la creazione di una federazione ucraina con le regioni dell’Est russofone fortemente autonome da Kiev

 

Appaiono falsate le voci sulla imminente invasione ed effetto di propaganda le valutazioni sulla consistenza della minoranza russa nelle regioni dell’Est. La Russia, molto più accortamente dell’Ue con Kiev, ha risposto alle richieste degli indipendentisti spiegando che un suo intervento sarebbe contro le leggi internazionali senza un avallo dell’Onu. Mossa tattica eccezionale con grana che finisce nelle mani di Ue, Onu e Usa, costretti ora trovare una soluzione alle aspirazioni della popolazione russa di Ucraina che sono specchio di quelle della popolazione ucraina appoggiate perché europeiste e antirusse. Salvo applicate il modello Timoshenko di “ammazzate tutti i dannati russi”.

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