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domenica 15 Settembre 2019

La brutta Europa
che scivola
in fondo a destra

Per l’Europa avanti a destra, hanno dimostrato i manifestanti di maidan Indipendenza a Kiev. Meglio se la destra è estrema. Ed ecco che il fantasma del XXI secolo che incombe sul Vecchio Mondo non è il comunismo, come avevano sperato Marx ed Engels un secolo e mezzo fa. Socialmente a far paura è lo spettro […]

Per l’Europa avanti a destra, hanno dimostrato i manifestanti di maidan Indipendenza a Kiev. Meglio se la destra è estrema. Ed ecco che il fantasma del XXI secolo che incombe sul Vecchio Mondo non è il comunismo, come avevano sperato Marx ed Engels un secolo e mezzo fa. Socialmente a far paura è lo spettro dell’immigrato e del disperato che fugge dalla miseria. Politicamente ogni Paese ha le sue paure, ereditate dai nemici delle sue guerre del passato, almeno le due mondiali e quella cosiddetta fredda. Particolarmente sensibili e carichi di fobie, i Paesi sui vecchi confini della ex Cortina di ferro. Ed eccoci all’attualità di Kiev con Sloboda, Слобода. Liberi almeno nella traduzione.

 

Già 10 anni fa si scriveva dello spettro dell’immigrato extracomunitario e della fame che preme dal Sud del mondo. È questo il nuovo collante, miscelato a diffusi sentimenti anti-Europa che unisce i partiti della estrema destra europea e che, dopo il successo nei due turni elettorali amministrativi della erede di Jean-Marie Le Pen, Marin, diventa il tema col quale dovranno fare i conti sia i partiti della sinistra tradizionalmente avversaria, sia e soprattutto i partiti centristi di ispirazione cristiana, riuniti nel Partito popolare europeo, e i movimenti della destra classica liberale e senza passato fascista, tipo i gaullisti francesi e i conservatori britannici. L’Italia aggiunge solo folklore leghista.

 

Alcuni partiti nascono da posizioni apertamente fasciste o addirittura naziste. Altri partiti o formazioni hanno nel tempo diluito i richiami neofascisti in una sorta di socialismo nazionale di destra con venature antiglobaliste e antiliberiste. Marine Le Pen sta ancora tentando di riunire tutte queste entità, spesso numericamente irrilevanti, in un supergruppo europeo, EuroNat, un fronte “National” che in Italia corteggia Grillo, che ha detto di no, e che è invece corteggiato dalla Lega di Salvini. Poi partiti nel centro Europa che sommano spinte populiste classiche nazionalismo, localismo, rivolta fiscale, opposizione all’euro e che sono anti-immigrati con accenni parafascisti

 

Nell’Est europeo ex comunista la connotazione ultranazionalista e fascista è prevalente. Non sono soltanto i sentimenti xenofobi e razzisti a delineare questi movimenti. Una posizione comune nei partiti di estrema destra delle nazioni aderenti all’Unione europea, e anche in quelle in predicato di entrarci, è l’opposizione agli organismi comunitari, o per lo meno l’opposizione all’architettura europea attuale disegnata dal Partito popolare europeo e dal Partito socialista europeo: maggiore integrazione, moneta comune, Parlamento e Commissione europei. L’estrema destra si oppone e vuole il ritorno al predominio delle nazioni sugli organismi comunitari. «L’ Europa dei popoli».

 

L’estrema destra, specie quella di ispirazione neofascista e neonazista, si dice spesso antiamericana per comportarsi da antisemita. In quest’ottica -l’essere Anti- va visto anche l’appoggio dato a personaggi e leader di nazioni contro le quali l’occidente ha combattuto guerre recenti. Non vanno infatti dimenticate -testimone di persona 15 anni fa a Belgrado- la stretta di mano tra Umberto Bossi e Slobodan Milosevic durante la guerra in Kosovo. Qualcuno ricorderà anche il sostegno solidale di Zhirinovski e dell’estrema destra greca al regime serbo, oppure la visita di Haider in Iraq a Saddam Hussein senza armi proibite, il quale era stato considerato “un patriota” anche da Le Pen padre.

 

La religione rappresenta un tema di divisione in seno all’estrema destra. Anche limitando l’analisi alla società europea, è indispensabile operare una distinzione tra i partiti cristiani, i partiti laici o atei e i partiti affiliati in qualche modo al neopaganesimo come ad esempio, in Francia, i nazionalisti druidisti. Alcuni partiti religiosi tradizionalisti portatori di una politica classificabile come clericale al pari degli estremisti cristiani, vedi certi partiti religiosi in Israele e nelle parti del mondo con forti comunità ebraiche. Si possono contare anche partiti islamisti. Da notare che la componente cattolica è rappresentata in numerosi partiti nazionalisti. In Francia il Front national con molti “lefebvriani”.

 

Quasi divertente la confusione di identità. Alcune formazioni sono considerate di estrema destra, ma questa classificazione può essere criticata da coloro che stimano le medesime posizioni politiche come estranee ad una connotazione estremista. Decidete voi: i monarchici, i nazional-bolscevichi che nessuno per fortuna ricorda, gli antichi membri della nomenklatura comunista riconvertiti al nazionalismo, tipo Slobodan Milošević in Serbia. La Sinistra nazionale, la quale si autocolloca a metà tra estrema destra ed estrema sinistra. Se alla confusione citata aggiungiamo le diversità di fede citate prima, la matassa diventa davvero inestricabile. Per fortuna, al momento, sono pochi.

 

Uno dei problemi nel parlare di Estrema Destra, oltre definirne di contenuto, è la frammentazione della formazioni. Ad esempio in Italia, tra i movimenti attivi trovi sigle note e altre sconosciute: Alternativa Tricolore, Casa Pound, Fronte Nazionale; Movimento Sociale – Fiamma Tricolore; Forza Nuova; Movimento Fascismo e Libertà; Movimento Idea Sociale; Movimento Patria Nostra. Niente a che spartire con i ben più noti e mai morti movimenti sciolti per volontà, per magistratura per clandestinità. Ad esempio, Ordine Nuovo (sciolto il 21 novembre 1973); Avanguardia Nazionale (sciolto nel 1976); Fronte Nazionale (Freda, sciolto nel 1993); Terza Posizione (sciolto nel 1980).

 

Molto fascista il Belgio: Vlaams Belang, partito fiammingo xenofobo e indipendentista. Front National, partito francofono xenofobo. Nella splendida splendida Copenhagen, il Paese è stato governato da Anders Fogh Rasmussen del Parti libéral con l’appoggio del partito politico populista Dansk Folkeparti, considerato di estrema destra da alcuni media. In Croazia, neo Ue, i movimenti nazionalisti hanno carattere neofascista e paramilitare; principale l’HDZ del defunto Tudjman. Un mix di antisemitismo e negazionismo sulle posizioni degli Ustascia croati della guerra mondiale. Nella terra dei padri, in Germania nazisteggiano l’Npd, la Deutsche Volksunion e i Republikaner.

 

In Gran Bretagna, mezzi nazi e mezzi hooligan anti islamici, campano i British National Party e gli English Defence League. In Grecia ha avuto grande successo ed è ora fuorilegge la ben nota Alba Dorata. Nell’Ungheria del destro Orban litigano in casa Partito della giustizia e della via ungherese e il Forum ‘democratico’ ungherese. Dopo di che uno ha voglia di uscire dall’Europa dell’Ue per trovare anche di peggio. Ad esempio la Svizzera che gli immigrati non ama per referendum. Equivoci i Democratici Svizzeri (DS), ideologicamente radicali, poi il Partei National Orientierter Schweizer e nel Canton Ticino il ‘Movimento d’Azione Sociale’ che ricorda la fiamma italiana MSI.

 

Passeggiata oltre Ue. Torniamo da dove siamo partiti, l’Ucraina. Il partito social-nazionale e il partito repubblicano conservatore possono essere assimilati a partiti estremisti, ma la principale organizzazione è l’Autodifesa nazionale ucraina, partito che appoggia apertamente la Tymoshenko e che si è fatto notare per l’espulsione di preti russi da chiese ortodosse, per l’intimidazione delle minoranze ungheresi, polacche e rumene dell’Ucraina e per la richiesta di riabilitare i combattenti che parteciparono con le SS all’invasione della Russia. Queste cose le ho sentite durante le cronache dalla Maidan di Kiev. In Russia, per ‘pluralismo’ è attivo il Partito Nazional-Socialista Russo.

 

Il resto sono fronzoli, altrimenti, invece di un editoriale questo diventa una enciclopedia da consultazione. Abbiamo scoperto che gli aspetti ideologici su cui si fondano questi movimenti sono il rifiuto più o meno parziale dei valori democratici, considerati corrotti e inadeguati tutti i poteri extranazionali come l’UE, la NATO, le Nazioni Unite e le lobby. Dichiaratamente antisioniste, alcune frange dell’estrema destra hanno riproposto le teorie del complotto massone-giudaico che vede come protagonisti personaggi dell’alta finanza del mondo ebraico. Non solo ex fasci: in onore di Marine Le Pen ricordiamo i realisti della Confraternita di Notre Dame del Colonnello Rémy.

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