Privacy Policy Senza squadracce nazi e senza più la Crimea l'Ucraina non allineata -
venerdì 13 Dicembre 2019

Senza squadracce nazi
e senza più la Crimea
l’Ucraina non allineata

Primi segnali di una possibile uscita nella crisi ucraina: dopo la telefonata distensiva di Putin a Obama, a sorpresa l’incontro di Parigi tra il segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov. Finita la fese dei muscoli contrapposti ora si ragiona

Come per la nostra ora legale, la Crimea ormai russa, la notte scorsa è passata al fuso orario di Mosca. Lancette degli orologi della penisola sul Mar Nero spostate in avanti di due ore, dalle due alle quattro del mattino, come deciso un paio di settimane fa dal Parlamento locale. Intanto il capo della diplomazia russa ieri non solo ha assicurato che Mosca “non ha assolutamente intenzione e interesse a varcare i confini ucraini” ma ha anche annunciato che dal suo ultimo incontro con il segretario di Stato Usa John Kerry all’Aja e dai suoi contatti con Germania, Francia e altri Paesi “si delinea la possibilità di un’iniziativa comune che potrebbe essere proposta all’Ucraina”.

 

Mosca improvvisamente disponibile, ma non a tutto: “I nostri approcci si stanno avvicinando”, ha spiegato in un’intervista al primo canale statale russo il ministro Lavrov. Ma, sia ben chiaro, non si tratta neppure sul “formato inaccettabile” arrivato del gruppo di contatto proposto da Usa-Ue per un negoziato tra Mosca e Kiev sotto la supervisione occidentale. Tradotto: date una calmata ai vostri estremisti in casa, che sono pure pericolosi per voi, e poi si tratta. Lavrov non è entrato nel merito di un piano che dovrà discutere innanzitutto con Kerry, al quale ha telefonato subito dopo che i due rispettivi presidenti li hanno incaricati di incontrarsi rapidamente per proseguire le trattative.

 

Ma il ministro degli Esteri russo ha anche già lasciato intendere quali sono le richieste russe, a garanzia di quegli “interessi nazionali” che hanno spinto Putin ad annettersi la Crimea: una riforma della costituzione che trasformi l’Ucraina “senza ambiguità in un Paese non allineato” -evitando così il suo ingresso nella Nato- e “federato” -per dare maggiori poteri alle regioni russofone del sud-est- Dunque, lancia Lavrov, “federazione non è più una parola tabù nei nostri negoziati”. Ovviamente da Kiev un immediato No. Ma solo una nuova costituzione può rassicurare Mosca, non promesse Anche Obama, però vuole una “risposta scritta” alle proposte e il ritiro delle truppe russe al confine.

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