Quarantasei anni, figlia del patriarca Jean-Marie Le Pen, fondatore del Front National, due volte divorziata, attualmente compagna di Louis Aliot, suo vice nel partito, Marine è indiscutibilmente la donna del momento in Francia. La scheda dell’agenzia Ansa è dettagliata. Marine è talmente presente su copertine e in tv da far nascere in qualcuno il sospetto che si tratti di un fenomeno tutto mediatizzato. Per la prima volta, il quotidiano progressista Le Monde le ha dedicato un’intervista molto lunga con titolo di apertura in prima pagina e foto a colori in primo piano. Ne emerge un personaggio che appare lontano dagli eccessi del padre, dalla xenofobia e dal negazionismo.
Il Front national, da quando lei ne ha preso le redini nel 2011, è sempre cresciuto e appare avviato sulla strada dello sdoganamento politico. L’argine che lo teneva separato dai partiti istituzionali, il Fronte repubblicano -l’alleanza destra-sinistra per eliminare il Fn- si è sbriciolato. E oggi è in predicato di essere il grande protagonista delle amministrative, Peggio: a maggio i sondaggi lo danno probabile primo partito alle europee. A Parigi comunque, per la prima volta, domenica sera ci sarà un sindaco donna. La favorita è Anne Hidalgo, 54 anni, immigrata dalla Spagna con i genitori quando era piccolissima e stretta collaboratrice del sindaco socialista uscente, Bertrand Delanoe.
I sondaggi la davano avanti anche al primo turno, ma la rivale più giovane, la quarantenne di nobile discendenza polacca, Nathalie Kosciusco-Morizet, le ha fatto lo sgambetto. In settimana hanno dato vita a un duello tv in cui si sono dette di tutto e non erano d’accordo su niente. L’unica proposta che condividono è quella della denominazione che assumeranno, Madame la Maire, la signora Sindaco. La candidata socialista beneficia del sistema di voto indiretto. Gli elettori scelgono i membri del Consiglio comunale in base alle liste dei partiti in 20 distretti della città e i consiglieri eleggono poi il primo cittadino. I socialisti della Hidalgo sono avanti nei quartieri più popolati della capitale.
La vittoria politica complessiva si misurerà con il numero di città medio-grandi che da sinistra passeranno nel campo della destra. Nel 2008 la Gauche ne aveva perse 90. Se saranno 100 già si parlerà di grande impresa, 120 sarà un trionfo, ma alcuni azzardano a 160, un’ipotesi che vedrebbe i socialisti letteralmente sprofondare. Nessuno, poi, osa pensare allo scenario di una sconfitta a Parigi di cui abbiamo visto. Quanto al Front National, la sua partita è di fatto già vinta, le imprese storiche sono state quelle della conquista di Henin-Beaumont già al primo turno e del sorpasso a Marsiglia sul candidato socialista. Restano cinque o sei municipi, fra i quali Forbach, Perpignan e Avignone.