• 20 Febbraio 2020

Erdogan elettorale
Dopo Twitter
guerra con la Siria

Dalla Turchia pre elettorale del Super Premier Recep Tayyip Erdogan, ormai le notizie ti inseguono. Dopo il fallito blitz contro Twitter che clandestinamente cinguetta più che mai, il governo di Ankara ordina alla sua contaerea di abbattere un caccia siriano che aveva sconfinato e poi, stessa giornata, abbatte anche 271 magistrati scomodi. Autentica moria sul fronte della Tangentopoli sul Bosforo: sono già stati rimossi più di 8mila funzionari di polizia e oltre ad altri 200 magistrati fra cui i titolari delle inchieste anti-corruzione. Clima decisamente avvelenato in Turchia, e allora, una dose di patriottismo.

 

Aereo siriano abbattuto. L’ aereo da caccia siriano “colpiva postazioni dei terroristi in territorio siriano”: fonte militare di Damasco citata dall’agenzia governativa Sana. L’abbattimento è avvenuto nell’area di Kassab, nel nord della provincia di Latakia, vicino al confine con la Turchia, dove negli ultimi giorni ribelli jihadisti hanno lanciato un’offensiva contro le forze lealiste. Il pilota si è salvato lanciandosi con il paracadute. Il ministero Esteri di Damasco ha denunciato quello che ha definito “il coinvolgimento della Turchia in Siria fin dall’inizio degli eventi”, cioè del ‘conflitto civile’. Il macello in corso.

 

L’esercito turco ha sostenuto che sono stati due i Mig siriani a violare lo spazio aereo di Ankara e ha detto di avere intimato loro per ben quattro volte di tornare indietro. Uno dei due, secondo la stessa ricostruzione, avrebbe rifiutato di obbedire e quindi è stato abbattuto. La zona è vicina al porto d’imbarco dell’arsenale chimico in via di smantellamento. Fonti internazionali hanno detto all’Ansa che proprio a causa dei combattimenti nella regione sono state nuovamente sospese le operazioni di carico di agenti chimici nello stesso porto di Latakia sui cargo che dovranno portarli all’estero per la distruzione.

 

Altri incidenti avevano fatto innalzare negli ultimi due anni la tensione tra Siria e Turchia, Paese Nato il cui governo è diventato uno dei più duri oppositori del presidente siriano Bashar al Assad. Un elicottero di Damasco e un caccia turco abbattuti per violazioni di spazio aereo. Da Damasco l’accusa di appoggio militare «senza precedenti e ingiustificabile» fornito da Ankara ai ribelli. In Turchia già tre giorni fa il leader dell’opposizione Kemal Kilicdaroglu aveva denunciato il rischio che Erdogan, invischiato negli scandali di corruzione, si lanciasse in una “avventura” militare in Siria tutta pre elettorale.

 

 

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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