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venerdì 18 Ottobre 2019

Armi chimiche siriane
in aprile a Gioia Tauro

Il 27 aprile la prossima e forse ultima consegna dell’arsenale chimico da parte del governo di Damasco. Arrivato ora al porto di Latakia altri due carichi di agenti tossici. La Siria è ancora indietro con i tempi ma può recuperare e rispettare la scadenza del 30 giugno. Poi Italia e Cape Ray

L’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, l’OPAC, ha reso noto che altri due carichi di armi chimiche siriane sono stati consegnati al porto di Latakia e, successivamente, imbarcati sulle navi scandinave Taiko e Ark Futura lì ormeggiate. Tempi dilatati. La deadline inizialmente prevista per il 31 dicembre saltò tra molte polemiche. All’epoca il governo del presidente Bashar Assad venne accusato di non voler collaborare e di non essere intenzionato a rispettare gli accordi presi con la comunità internazionale con mediazione tra Russia e Stati Uniti.

 

A distanza di circa tre mesi, secondo l’OPAC il governo siriano si starebbe però adesso impegnando seriamente a mantenere fede ai patti. A Latakia sono così arrivati altri due carichi, comprendenti sia componenti chimici di primo livello, quelli considerati più pericolosi, sia quelli di secondo livello. In totale sui cargo scandinavi sarebbero stati caricati 10 partite equivalenti al 45,6% di tutto l’arsenale chimico denunciato dal regime siriano, di circa 1.300 tonnellate. Al momento è stato consegnato il 29,5% degli agenti chimici di primo livello e l’82,6% degli agenti di secondo livello.

 

Secondo Michael Luhan, portavoce dell’OPAC, “la Siria è ancora indietro con i tempi, ma può recuperare e rispettare la scadenza finale del 30 giugno”. Quella di giugno era in realtà la data di chiusura di tutte le fasi previste, comprese quelle della distruzione del materiale chimico. La nuova data fissata per la consegna degli ultimi carichi è stata fissata al 27 aprile. Dopo di che, salvo cambi di programma, le due navi scandinave dovrebbero far rotta sul porto di Gioia Tauro per trasferire il loro carico micidiale sulla nave laboratorio Usa Cape Ray che dovrebbe disinnescare l’arsenale.

 

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