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martedì 19 20 Novembre19

Bombe israeliane
sul Golan occupato
Amicizie pericolose

Bombardamento sulla Siria da parte dell’aviazione israeliana. Bersaglio un campo di addestramento dell’esercito siriano, un Quartier Generale e una batteria di artiglieria nelle alture del Golan occupato dal 1968 e annesso unilateralmente da Tel Aviv nel 1981. Ritorsione o aiuto diretto a chi?

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Una pattuglia di militari israeliani colpiti da un ordigno mentre erano in perlustrazione sulle alture del Golan siriano occupato dal 1968 e annesso unilateralmente da Tel Aviv nel 1981. Israele che ha eretto dal 2012 una fortificazione a protezione dei luoghi occupati ha incolpato dell’episodio la Siria. Esercito di Assad o pià facilmente formazioni ribelli, e quali tra laici e jihadisti?

Accade due giorni dopo le dichiarazioni ai media arabi di un portavoce dell’opposizione siriana, Kamel al Labwani, che offre a Israele il Golan in cambio di supporto economico, politico e militare chiedendo a Tel Aviv di istituire una no fly zone lungo i confini Nord-Est e parte del Sud per proteggere i ribelli dagli attacchi dell’aviazione di Bashar al Assad.

 

La singolare proposta, ripresa solo dai media israeliani, ha suscitato vasta eco fra i cittadini siriani, la popolazione rimasta sulle Alture occupate e la gran parte della comunità araba che accusa di tradimento e di provocazione i ribelli, peraltro privi dell’autorità di cedere territori.

La richiesta dei ribelli avviene dopo la caduta di Yabroud il 12 marzo con la conquista da parte dell’esercito siriano supportato da Hezb’Allah di una larga fascia territoriale dalla costa ad Aleppo, Damasco e la frontiera con il Libano.

 

In realtà i contatti fra i ribelli e Israele erano noti da mesi quando un Ufficiale israeliano e l’emittente iraniana Press TV davano notizia che le generose cure offerte da Tel Aviv ai profughi siriani garantivano trattamenti medici anche a centinaia di insorti che rientravano per combattere contro il regime siriano e fornivano informazioni in cambio di denaro.

Intanto, Israele ha presentato l’11 marzo un piano edilizio per costruire altri 400 nuovi insediamenti da realizzare in 4 anni, per un totale di 23 mila nuovi coloni incoraggiati a stabilirsi in territorio siriano con offerte di lavoro e riduzione di tasse.

 

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