Privacy Policy Corea del pirata Kim Petrolio libico rubato e Navy Seals da corsa -
sabato 14 Dicembre 2019

Corea del pirata Kim
Petrolio libico rubato
e Navy Seals da corsa

Quasi una antica storia di pirati, corsari e bucanieri. Ma attenti alla differenza. La petroliera salpata dalla Libia con a bordo un carico di petrolio acquistato illegalmente da gruppi armati, è stata fermata dai marines americani a sud est di Cipro. E adesso spunta anche una compagnia egiziana

Petroliera Morning Glory
Petroliera Morning Glory

 

Mentre il pirata era un semplice predone di mare, il corsaro attaccava di regola solo dietro mandato del sovrano, che, con una lettera di marca, dava facoltà a un capo corsaro di arrembare con una nave armata in corsa i mercantili nemici. Famosi il mio concittadino Enrico Pescatore, ammiraglio di Federico II di Svevia, e Giuseppe Bavastro, capitano del porto di Algeri al servizio dei Francesi nel1830. Qualcuno afferma che lo stesso Cristoforo Colombo avesse praticato la corsa per conto di Renato d’Angiò. Ma i più celebri corsari furono comunque inglesi: Francis Drake, Raleigh, Hawkins, eccetera. Ora sarebbero molto quotati gli americani. Organizzati in divisa da Navy Seals.

 

I quali Navy Seals, che poi sono dei Marines particolarmente cattivi, con un’operazione lampo effettuata alle prime ore di ieri mattina hanno interrotto la fuga della nave Morning Glory, la petroliera battente bandiera nordcoreana che l’11 marzo aveva lasciato il porto libico di Sidra, situato una ventina di chilometri a ovest di Ras Lanuf, con a bordo un carico di circa 234mila barili di greggio acquistati illegalmente dai gruppi armati guidati dall’ex rivoluzionario Ibrahim Jadran. Proviamo a riepilogare. Nave pirata la nord coreana Morning Glory; tesoro rubato, petrolio libico: i corsari che bloccano i pirati e recuperano il tesoro rubato i Navi Seals con bandana d’ordinanza.

 

Il blitz sarebbe avvenuto in acque internazionali a sud est di Cipro ed è stato ordinato direttamente dal presidente americano Barack Obama su richiesta dei governi di Libia e Cipro. Una volta per la guerra di corsa c’erano i Re, ora bastano i presidenti. A condurre l’operazione è stata una squadra speciale dei Navy Seals, forza d’elité della marina statunitense coordinata in queste acque dallo Special Operations Command Europe (SOCEUR), comando militare unificato subordinato allo U.S. Army Europe e il cui compito è quello di svolgere operazioni congiunte di sorveglianza e contro terrorismo in territorio europeo. Per farla breve, gente con cui non conviene litigare manco a terra.

 

Il commando degli anti pirati è partito dalla portaerei USS Theodore Roosevelt, che ha monitorato l’operazione dall’alto inviando sul posto degli elicotteri. Il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha comunicato che non ci sono stati né morti né feriti, spiegando che la nave una volta salpata da Sidra sarebbe stata presa d’assalto da uomini armati libici. Intercettata la richiesta di soccorso da parte del capitano della petroliera, il governo americano ha optato per un intervento immediato (sembra dopo aver ottenuto il via libera dai governi di Tripoli e Nicosia). Qui la storia si fa torbida. L’attacco alla nave pirata agli ordini del Kim coreano era già in corso da parte di bucanieri dell’aspra costa libica.

 

Termina così la telenovela della Morning Glory, nave pirata che è costata la testa -solo politica- all’ormai ex premier Ali Zeidan, sfiduciato dal parlamento libico proprio per essersi dimostrato incapace di impedire la vendita di petrolio da parte dei gruppi separatisti che tengono in pugno il terminal di Sidra e altri giacimenti e impianti energetici. Rimane tutto da chiarire il ruolo giocato dal governo nordcoreano che ha sempre negato qualsiasi collegamento con la Morning Glory. Ora pare che la petroliera appartenga a una società con sede in Egitto, ma in affari con Pyongyang per portare a termine una fornitura di greggio per suo conto. La nuova isolatissima “Tortuga” nel mare di Cina e Giappone.

 

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