mercoledì 17 luglio 2019

Jihad balcanica:
arresti in Albania
sospetti kosovari

A novembre Analisi Difesa denunciava che oltre 150 jihadisti kosovari stavano combattendo nelle fila dell’opposizione siriana. Fra questi Abu Abdulah el-Kosovi che in un video parla nella sua lingua madre dell’importanza di intraprendere la Jihad. 7 arresti, tra cui 2 imam, e 6 ricercati a Tirana

Era stato il primo paese al mondo a dichiararsi ufficialmente ateo ed ora l’Albania si scopre culla dove vengono cresciuti nuovi militanti islamici per andare a battersi in Siria e Iraq. La Procura di Tirana per i Crimini gravi ha ordinato 7 arresti più 6 ordini di cattura a carico di ricercati: tutti e 13 sono sospettati di terrorismo. I 7 ora in carcere sono religiosi musulmani, tra i quali, ci sono anche, gli imam delle principali moschee della capitale. Secondo quanto riferisce l’Osservatorio Italiano, si tratterebbe di gruppi affilati ad al-Qaeda che combattono nella guerra civile siriana e non soltanto.

 

Alcune foto allegate agli atti dell’inchiesta mostrano uomini armati in pattuglia durante gli scontri con le forze di sicurezza irachene a Falluja , 65 chilometri ad ovest di Baghdad. In quell’area opera una frazione jihadista nota con la sigla Isis, Stato Islamico dell’Iraq e del Levante , rete del terrore globale che ha recentemente rotto con al-Qaida in Siria ma che in Iraq si pone come avanguardia che difende una comunità sunnita di Baghdad schiacciata dall’alleanza sciita e curda (Bassora a sud e Arbil al nord) che governa il Paese guidato dallo sciita al-Maliki: in ballo le risorse petrolifere.

 

Ma torniamo a Tirana. Secondo la stampa albanese i sospetti maggiori ricadono sugli “imam” delle due moschee Tirana , Genci Balla e Bujar Hysif, che si ritiene siano capofila del gruppo radicale. Ad attirare l’attenzione degli inquirenti sono stati i sermoni infuocati postati su YouTube dall’imam Aburrahman Balla in cui invitava gli albanesi ad unirsi militanti islamici legati ad al-Qaeda in Siria. Secondo il poco attento imam ‘Jabhat al-Nusra’ e lo ‘Stato Islamico di Iraq e Levante’ ormai in scontro aperto, sarebbero stati gli unici in grado di creare uno Stato islamico governato dalla sharia.

 

Le moschee nelle quali Genci ‘Aburrahman’ Balla e Bujar Hysif predicavano non farebbero parte della comunità musulmana albanese, l’organizzazione ufficiale che rappresenta i musulmani in Albania. Va però ricordato che Anri Maliqi, l’albanese di 33 anni morto combattendo in Siria, prima aveva lavorato come assistente nella moschea gestita dai Balla, che si trova in un sobborgo povero di Tirana. Altri elemento, un sempre più alto numero di musulmani provenienti dalla Bosnia e dal Sangiaccato che a Tirana acquisiscono ruoli sempre più rilevanti nei conflitti in Siria Iraq e Libano.

 

Secondo il Centro Internazionale per lo Studio della radicalizzazione, un “think tank “con sede a King College di Londra, si ritiene che circa 300 combattenti albanesi provenienti anche dal Kosovo e dalla Macedonia abbiano già aderito a Jabhat al- Nusra o all’Isis. I gruppi militanti avrebbero dunque guadagnando un piccolo ma significativo punto d’appoggio in questo paese ex comunista approfittando dei social network. Decine di video e pagine Facebook che sostengono l’estremismo sono apparsi su internet, e il numero di albanesi nei gruppi di Al Qaeda legati in Siria è in aumento.

 

Ovviamente i numeri sui combattenti stranieri impegnati con i gruppi di opposizione in Siria son0o di fatto inverificabili. Sempre il Centro Internazionale per lo Studio della radicalizzazione, ISRA, stima che siano circa 8500 i combattenti stranieri volontari da 74 paesi, secondo un rapporto pubblicato il mese scorso. Un gruppo chiamato Krenaria Islame, l’Orgoglio Islamico, che ha quasi 2800 seguaci su Facebook, fornisce aggiornamenti regolari sui militanti che combattono per ISIS, pubblicano messaggi e video per il jihad e attacchi alla cultura occidentale e alla sua democrazia.

 

In un messaggio video su YouTube e distribuito attraverso siti militanti, Muhaxheri -un albanese del Kosovo- invita i musulmani ad unirsi alla lotta per stabilire uno stato islamico basato sulla sharia. “Fratelli, vi consigliano di non rimanere un attimo di più nelle vostre case, ma la preparazione e il viaggio verso la jihad”, dice. “Ringraziamo Allah per averci permesso di unire questi leoni provenienti da tutto il mondo per proteggere l’onore delle nostre sorelle”. Infine, lode per mujahidin di origine albanese morti combattendo in Siria e attacco alla democrazia incompatibile con l’Islam.

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