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martedì 19 20 Novembre19

Erdogan teatrante
‘se perdo lascio’
ma tiene la Turchia

Annuncio a sorpresa del primo ministro turco, il quale nello stesso tempo vorrebbe farsi autorizzare dal partito ‘Akp’ per un quarto mandato. Più furberie da comizio che promesse da marinaio. Tese elezioni amministrative del 30 marzo dopo una successione di scandali di partito e di famiglia

Colpo di prestidigitazione. Il trucco c’è e se sei bravo lo vedi anche. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan si è detto pronto a lasciare la politica se il suo partito ‘Akp’ non vincerà le elezioni locali del 30 marzo. Ma attenti alla frase testuale: «Se il mio partito non sarà primo al voto municipale sono pronto a rinunciare alla politica» ha detto il premier in un incontro con la stampa ad Ankara. E allora, dova sarebbe il “trucco”? Batosta elettorale in vista secondo tutti i sondaggi. 31 per cento rispetto al magico 50% ottenuto alle ultime politiche. Tracollo da scandali e da autoritarismo del suo carattere bilioso. Ma Erdogan è preciso, oltre che furbo. Ha parlato del prima del suo partito, l’Ak Parti. Che anche a perdere il 20% di voti rispetto alle politiche primo è, e primo certamente resterà.

 

HURKUS'UN HANGARDAN CIKARILIS TORENI

 

Eppure, da metà dicembre il governo di Erdogan è sotto attacco dopo l’emergere di gravi episodi di corruzione che hanno coinvolto hanno imposto le dimissioni di quattro ministri, coinvolgendo pure la sua famiglia. Serviva un scossone alla difficile campagna elettorale, ed ecco il colpo di teatro: ‘se non vinco me ne vado’. Che è giù un bel riccattuccio. L’annuncio -come già detto- lascia spazio a molte interpretazioni poiché Erdogan dice ,”se il mio partito non conquisterà il primo posto sarò pronto a lasciare la politica” e per “Akp”, il suo movimento di ispirazione islamica una vittoria è pressoché certa posto che i sondaggi gli accreditano circa il 31 per cento di consensi che, su base nazionale dovrebbe lasciare l’Ak Parti primo anche se con molti danni. Ad esempio perdere Ankara.

 

erdogan a bocxca spalancata sito 800

 

La frase tuttavia corrisponde quanto meno ad una prima ammissione nell’orgoglio smisurato del personaggio che, nel corso dell’intera campagna elettorale si era sempre detto certo che il partito della Giustizia e dello Sviluppo al potere dal 2002, non aveva sofferto dei ripeturi scandali politici e finanziari. Per Erdogan valgono le folle plaudenti ai suoi comizi. “Nulla è cambiato nell’entusiasmo e il fervore della gente nei nostri confronti”. Troppa confidenza col potere tenuto per undici anni. Il capo del governo perde in popolarità e recenti sondaggi hanno dimostrato che le intenzioni di voto per “Akp” , già compromesse dalla repressione della rivolta anti-governativa del giugno 2013, sono ulteriormente diminuite per via della crisi provocata dallo scandalo politico e finanziario in corso.

 

Erdo Berlu sito 800

 

L’Ak Parti aveva vinto le comunali del 2009 con un punteggio nazionale del 39 % dei voti, e le politiche del 2011 con quasi il 50 % nelle ultime elezioni legislative nel 2011. Adesso, nelle città principali rischia addirittura di perdere. Un sondaggi dell’istituto “Sonar” dice che il sindaco uscente di Ankar, l’islamico Melih Gökçek potrebbe essere sconfitto nel confronto con Mansur Yavas, del partito Repubblicano del Popolo, il CHP. Del resto, riferendosi al suo futuro personale Erdogan ha detto tutto ed il contrario di tutto. Dopo l’ipotesi di abbandono ha fatto capire che in caso contrario potrebbe alterare gli statuti del suo partito per poter correre per un quarto mandato come capo del governo. “Questa non è la mia intenzione, ma se la mia formazione lo desidera sarò pronto a farlo”.

 

erdo incazzato sito GRANDE

 

Molto democristiano si direbbe in Italia se non fosse musulmano. Le opposizioni denunciano ancora una volta la linea del primo ministro . “Nuova manifestazione di sfiducia verso i cittadini turchi”, è l’accusa. Per contro il capo del governo continua ad accusare i suoi ex alleati della confraternita del predicatore musulmano Fethullah Gülen di essere l’origine di tutte le accuse di corruzione piombate addosso al suo governo e non solo. Pesante la pubblicazione su Internet di conversazioni telefoniche che lo coinvolgono direttamente. Ed ora il suo governo potrebbe proibire Facebook e YouTube. Va ricordato che Erdogan ha già inasprito i controlli su internet, scatenando un polverone di critiche interne e internazionali, dopo che a dicembre era intervenuto contro polizia a magistrati inquirenti.

 

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