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sabato 18 Gennaio 2020

L’islam uiguri in Cina
vendetta a fil di lama

Il primo marzo alla stazione ferroviaria di Kunming, nello Yunnan, una ventina di uomini vestiti di nero hanno aggredito con coltelli la folla ammazzando 29 persone e ferendone più di 100. Quattro assalitori uccisi dalla Polizia, tre arrestati fra cui due donne. Per la Cina ‘Il nostro 11 settembre’

Uiguri mappa

 

Il fatto, un massacro di incredibile ferocia per la sue modalità, è stato riportato solo dall’Agenzia ufficiale ccinese Xinhua che ne sottolinea la gravità nel titolo: “Questo è il nostro 11 settembre” e ne attribuisce la responsabilità agli uiguri, musulmani turcofini della Regione nord occidentale dello Xinjiang dove sono maggioranza e che esprimono istanze indipendentiste.

Il presidente cinese ha promesso come di rito il pugno di ferro contro il terrorismo.

La repressione è stata rinforzata, accompagnata da un’imponente campagna mediatica internazionale affinché le forze separatiste dello Xinjiang siano inserite nella lista del movimenti terroristi.

 

Nell’ultimo anno sono stati attribuiti agli Uiguri almeno due attentati nella prima settimana di novembre in concomitanza con l’apertura del Terzo Plenum del Diciottesimo Comunicato Centrale del Partito Comunista: l’esplosione di un’auto in Piazza Tienanmen e sette ordigni esplosi di fronte agli uffici del Partito Comunista a Taiyuan.

E nello stesso anno rivolte e repressione nella Regione hanno causato oltre cento morti.

Ma chi sono gli uiguri e cosa vogliono ?

 

Nella Regione, un ‘pezzetto’ di Cina che ha una superficie 5 volte l’Italia ed è abitata da 20 milioni di persone, gli scontri fra cinesi di etnia Han e gli Uiguri rientrano nella storia di secoli di odi e azioni violente.

Gi Uiguri sono presenti da secoli in area e ne costituisce attualmente il 46% della popolazione.

I cinesi di etnia Han e i kazaki sono minoranza etnica e hanno raggiunto il 39 % sono attraverso recenti insediamenti.

A diatriba tra chi sia il popolo originario e chi gli occupanti ha già lasciato scie di sangue.

Già nel XIX secolo l’Impero cinese invia nella zona, ricca di risorse energetiche, coloni e soldati, provocando la rivolta dei musulmani che la abitavano.

Gli islamici nel 1865 proclamano lo Xinjiang ‘Regno indipendente’ che viene riconquistato dai cinesi nel 1878 e annesso dieci anni dopo.

 

Gli uiguri tornano protagonisti nel decennio 1930/40 durante la guerra civile fra il Kuomingtang di Chiang Kai Shek e l’Esercito comunista di Mao Tse Tung.

Creano l’effimera “Prima Repubblica” nel 1934 e la Seconda nel 1943, poi annessa alla neonata Repubblica Popolare Cinese guidata da Mao nel 1949.

Da allora inizia il massiccio trasferimento di cinesi Han e provoca negli uiguri la reazione che diventa un permanente focolaio di crisi.

Nel luglio del 2009 lo scontro fra le due etnie raggiunge il punto più acuto con l’uccisione di 197 persone e si ripropone l’anno successivo con l’assalto a luglio del Commissariato di Polizia a Khota, seguito dieci giorni dopo da due attentati a Kashgar, nel nord della Regione con la morte di 19 persone.

Le azioni sono rivendicate dal Turkstan Islamic Party e consentono la Governo cinese di accreditare la presenza nell’area di gruppi terroristici di matrice qaedista, anche se l’ipotesi non convince gli esperti di area.

 

In realtà gli autoctoni riconducono tutto al nazionalismo e alla identità islamica per l’indipendenza dalla Cina che vuole imporre come nel Tibet e nella Mongolia interna il proprio modello di sviluppo basato sulla cultura della maggioranza Han.

Gli uiguri costituiscono invece una delle 55 minoranze etniche della Cina, sono una popolazione centrasiatica che vive nella Regione autonoma uigura dello Xinjiang e per il 90% vivono nel sud, nell’Althisheher, nelle sei città al margine del deserto del Taklamakan, culla della loro cultura.

 

Pechino, per anacquare la dimensione di quella oimportante minoranza, sta costruendo un’enorme zona economica che attrarrà milioni di immigrati in particolare di etnia Han destinatari dei posti di lavoro meglio remunerati, stravolgendo gli equilibri etnici della Regione.

L’area prescelta si trova ai margini del deserto abitata dagli uiguri, taglia a metà Kashgar che è popolata a nord da uiguri e a sud dagli Han fino a lambire la moschea uiguri Id Gah e arrivare a Khotan, ai confini con l’India.

Inoltre, proprio dal giugno 2010 – cioè un mese prima degli attentati uiguri – è in funzione la ferrovia che collega Khotan con l’India.

Il piano quinquennale nei settori petrolifero, edile, industriale, petrolchimico, minerario, infrastrutturale ed elettrico, a guida Han, prevede oltre 110 miliardi di euro di investimenti.

Che saranno gestiti dall’etnia Han.

Un sensibile aumento della conflittualità uiguri – Han è una facile previsione.

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