• 27 Febbraio 2020

Ucraina day after
Tutti a fare i conti
con i propri errori

Ognuno ora ha le sue gatte da pelare. Il leader del Cremlino Vladimir Putin ha nuovamente definito la caduta dell’ormai ex presidente ucraino Viktor Ianukovich e la conseguente instaurazione di un nuovo governo a Kiev “una presa del potere con le armi”, un golpe, ma di fatto scarica lo scomodo e impresentabile despota. E ribadisce che,”non c’è la necessità di inviare truppe russe in Ucraina”.

 

Ovviamente la “la Russia si riserva il diritto di ricorrere a tutti i mezzi per proteggere i russi in Ucraina”. Messaggio a Kiev guardando a Washington. “Siamo pronti a tenere il G8, ma se i nostri partner non vogliono venire, non vengano”. Segno distensivo:fine della maxi esercitazione militare ai confini con l’Ucraina con 150 mila uomini, 90 aerei, 120 elicotteri, 880 carri armati e altri mostri.

 

Contemporaneamente Mosca ha annunciato di aver effettuato con successo un lancio di prova di un missile balistico intercontinentale RS-12M ‘Topol’. E il signore del Cremlino rilancia e accetta la sfida degli Usa, che oggi hanno inviato il segretario di Stato Kerry a Kiev per promettere aiuti -un miliardo di dollari- al nuovo governo e se promettendo sanzioni contro la Russia entro la settimana.

 

“Arma a doppio taglio le sanzioni, i danni sono reciproci”, ha ammonito il presidente russo, col remember per gli Usa dei loro interventi in Afghanistan, Iraq e Libia. Obama strepita, la Merkel frena. Formula diplomatica: “I due leader si sono trovati d’accordo – secondo Berlino – nella valutazione degli sviluppi più recenti e hanno stabilito di continuare a muoversi in stretta intesa”.

 

Il segretario di Stato John Kerry, a Kiev promette soldi. Il nemico ufficiale è ovviamente Putin: “La Russia parla di minoranze di lingua russa minacciate. Questo non è vero. Per la strada qui non ho visto nessuno che si sentisse minacciato se non da una possibile invasione russa”. Non a caso la stampa tedesca, lo Spiegel, narra delle squadracce nazi addestrate in Usa e di accordi traditi.

 

Esce fuori che i ministri degli esteri di Germania, Francia e Polonia, Steinmeier, Fabius e Sikorski, avevano firmato un accordo con gli oppositori di Kiev ora al governo per la formazione di un “governo di unità nazionale” con i rappresentanti delle regioni di lingua russa. Oggi al governo a Kiev, ci ricorda Spiegel, ci sono estremisti di destra come ministri e uno di loro procuratore capo.

 

Bugia contro bugia. Il Cremlino nega che gli uomini armati che circondano le basi ucraine in Crimea siano soldati russi, ma secondo alcuni esperti si tratterebbe di militari delle forze speciali di Mosca, alcuni forse appartenenti al Gru, i potenti servizi segreti militari russi. Molto simili a quei ‘diplomatici’ americani taglia ranger della missione Kdom in Kosovo che prepararono le bombe ‘umanitarie’.

 

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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