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mercoledì 22 Gennaio 2020

Povera Europa signora baronessa! Putin se la ride

I critici più feroci dicono che la 57enne Catherine Ashton sia passata da essere un volto sconosciuto agli inglesi a un volto sconosciuto a tutti gli europei. Sulla crisi Ucraina che è riuscita ad intiepidire persino questo mal riuscito ramake di Guerra Fredda, Catherine Margaret baronessa Ashton di Upholland doveva mettere le mani da una […]

I critici più feroci dicono che la 57enne Catherine Ashton sia passata da essere un volto sconosciuto agli inglesi a un volto sconosciuto a tutti gli europei. Sulla crisi Ucraina che è riuscita ad intiepidire persino questo mal riuscito ramake di Guerra Fredda, Catherine Margaret baronessa Ashton di Upholland doveva mettere le mani da una posizione decisiva di comando. Avrebbe dovuto. La crisi ucraina ha già mostrato la debolezza e l’inconsistenza della cosiddetta politica estera comune europea. L’intera faccenda dell’accordo di associazione di Kiev con l’Ue era stata appaltata agli Stati membri che avevano maggiori legami storici con l’Ucraina: Polonia, Svezia e Lituania. L’accordo tra Yanukovich e l’opposizione poi miseramente fallito per volontà di “Entità” non ben identificate, era stato mediato dai ministri degli esteri di Germania, Francia e Polonia. L’Europa dov’era? Dove la quasi ministro degli Esteri dell’Unione Europea, la poco apprezzata baronessa che a Kiev ha avuto un minuto di gloria: “Caterina la Grande” è stata definita da dei quotidiani locali. Dubbia acutezza, dubbi sulla seconda Caterina, degradata da zarina a baronessa Ashton di Upholland.

Catherine Margaret è una politica britannica di professione, prodotto allevato in casa. Membro della Camera dei Lord sino a diventarne Presidente, non è mai stata eletta da nessuno. Dal 2009 ricopre l’incarico di Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione europea. Le origini la riscattano almeno in parte: famiglia di minatori, il padre è stato il primo a mettere piede in una università. La non ancora baronessa si laurea in materie economiche e comincia a lavorare nella Campagna per il disarmo nucleare. Quasi volontariato di matrice laburista tra disabili, tutela dei consumatori et similia. Esteri zero. Nel 1999 Catherine Margaret Ashton diventa baronessa di Upholland ed è entra a far parte della Camera dei Lord. Portata al governo da Gordon Brown si occupa di istruzione, pari opportunità, diritti umani e i diritti LGBT, Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender. Esteri zero. Mandate in Europa per il Regno Unito, è commissaria europea per il commercio. Esteri zero. Il Consiglio europeo del 2009 la preferisce all’italiano Massimo D’Alema nel ruolo di Alto rappresentante per gli affari esteri, primo “ministro degli Esteri” dell’Unione.

Ashton Clinton 600

Durante lo svolgimento del suo mandato Ashton è stata oggetto di numerose critiche da varie parti. Ragioni sostanziali il suo certamente non marcato attivismo. Ad esempio, il non essersi recata ad Haiti dopo il terremoto del gennaio 2010, o per non avere presenziato ad un vertice dei ministri europei della difesa. Per suo fortuna l’inglese natio lo parla bene, visto che è la sola lingua che conosce, e questo irrita alcune capitali a partire da Parigi. Pigra e abitudinaria, osservano sempre i critici, con l’abitudine da cui raramente derogata di trascorrere i fine settimana nella casa di Londra. Altre critiche per alcune nomine da lei fatte per il Servizio europeo di azione esterna. Dinamismo molto limitato, clientelismo più operativo, parrebbe. Daily Telegraph su questi presunti favoritismi ha gridato allo scandalo, ricordando inoltre che l’Alta rappresentante della politica estera europea riceverà 400 mila sterline, 470 mila euro in tre anni, come indennità al termine del suo mandato nell’ottobre di quest’anno, “per non fare niente” scrive il Daily Telegraph. Poi dovrà accontentarsi di un salario annuale di 157 mila euro, il 55% di quanto guadagna oggi, fino alla fine del 2017. Povera.

Del resto l’incarico di ministro degli Esteri dell’Ue aveva fatto sorridere tutte le diplomazie che contano, divertite all’idea di un solo ministro che potesse mettere insieme le voci delle grandi potenze del Vecchio continente. Quello che nessuno si aspettava è che l’Europa si sarebbe trovata in pochi mesi al centro dello scandalo Datagate, spiata dagli alleati Stati Uniti e coinvolta nel dramma dell’Ucraina con decine di morti ai suoi confini, Due crisi capaci di esaltare la pochezza della buro – diplomazia di Bruxelles. «Una diplomazia male organizzata, troppi dirigenti e poca politica», afferma Elmar Brok, presidente della commissione Affari esteri del parlamento europeo. Un altro ramo di potere nella macchina amministrativa dell’Unione e, soprattutto, una corsa tra i diversi Stati membri a riempire i posti vacanti con i propri funzionari. La “Farnesina” dell’Ue si chiama SEAE, Servizio Europeo Azione Esterna, ha 139 ambasciate e 3.417 dipendenti. Soprattutto dirigenti. Ma ciò che ha reso evidente la fragilità diplomatica Ue sono state le primavere arabe. Europa dei silenzi assordanti, ferma o impotente stretta tra il presenzialismo statunitense e l’iperattivismo della Francia.

ashton e Merkel sito 600

Nei quattro anni di Caterine Ashton il mondo è stato sconvolto ma l’Ue, quando è scesa in campo, ha solo giocato di rimessa e, in tutti i momenti in cui doveva da prendere posizione, ha sussurrato. Un elenco infinito di vicende internazionali, dalle generiche primavere arabe, all’attacco alla Libia di Gheddafi, ad al Qaeda in Mali, al colpo di Stati in Egitto, alle trattative tra palestinesi e Israele, al nucleare iraniano, alla Siria con Libano annesso. All’attacco jihadista ovunque. Assenza totale di protagonismo delegato alle singole e spesso contrapposte diplomazie di Gran Bretagna, Francia e Germania. Ultimo ed emblematico per l’attualità Ucraina, il programma per avvicinare le ex repubbliche sovietiche all’Europa. Il Guardian, pietoso, parla di mezzo fallimento: «Mettere in fila le richieste di politica estera dei diversi Stati europei». Constatazione amara anticipata dal caso Datagate. Giugno del 2013, Edward Snowden rivela l’attività di spionaggio degli Stati Uniti ai danni degli alleati. Gli Usa spiavano gli Stati dell’Unione europea. La cancelliera Merkel decide di far spiare gli ambasciatori americani. Londra spia da tempo, Berlino risponde e l’Ue di fatto non esiste.

Ma il peggio lo si è visto con la crisi Ucraina. Ma questa è cronaca quotidiana

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