lunedì 19 Agosto 2019

Orgia vescovile
col rito bulgaro

Predicava la santità nel regno dei cieli e praticava intensamente le pochezze peccaminose della carne sulla terra. Il rinvio alla santità del dopo del metropolita bulgaro di Backovo era decisamente originale. Il prelato incontinente faceva sesso con più donne assieme e si faceva anche filmare

Le fonti sono discordi sui dettagli. Il vescovo Boris, abate del monastero di Bachkovo, nella Bulgaria meridionale, è coinvolto in uno scandalo sessuale. L’uomo è stato destituito su decisione del Santo sinodo, l’organo supremo della Chiesa ortodossa bulgara. La decisione è stata presa dopo l’apparizione su internet il mese scorso di un video nel quale il vescovo Boris è protagonista di un’ orgia. Due le donne del peccato, secondo alcune fonti di agenzia bulgare. Quattro le donne coinvolte nel rito della carne,secondo il sito Italintermedia. Ora il vescovo Boris rischia perfino la scomunica. Il Santo sinodo dovrebbe pronunciarsi anche sul caso del monastero di Troyan, Bulgaria centrale, dove sono state intercettate orge omosessuali tra i monaci del convento. La carne è debole.

 

Il vescovo Boris, abate del monastero di Bachkovo, Bulgaria meridionale
Il vescovo Boris, abate del monastero di Bachkovo, Bulgaria meridionale

 

I sacerdoti ortodossi, i Pope, è noto, non sono vincolati al celibato. Il sesso sì, ma nel matrimonio, spiegano al catechismo. Inoltre è prassi delle chiesa cristiana d’oriente che il percorso vescovile è riservato ai monaci, loro sì vincolati al voto cella castità. Il vescovo Boris di Backovo aveva cercato qualche aggiustamento alla regola. Con qualche accesso indubbiamente originale. Il numero delle donne coinvolto (due, quattro) ma non soltanto. Nella modernità dei sistemi di predicazione anche Internet, col dettaglio poco edificante per i fedeli di un video in cui il pastore di anime si intrattiene col corpo più donne (stiamo alla versione generica). Quindi la sua destituzione con imbarazzi nel Sinodo della Chiesa di Bulgaria scossa da lotte spietate per la nomina del nuovo Patriarca.

 

A far esplodere la vicenda è stato il quotidiano “Trud” che dopo essere entrato in possesso del filmato ne ha diffuso alcune parti sotto in forma di istantanea. Situazioni inequivocabili sull’attività svolta in quel momento dal metropolita Boris. Non è forse lo scandalo peggiore che potesse capitare in una organizzazione in cui spesso si scoprono fatti di pedofilia. Soprattutto, a indignare Sinodo e fedeli è stato il fatto che il prelato si facesse riprendere in situazioni “hard” a rischio di veder rese pubbliche le sue debolezze, come poi è successo. Lo scandalo del vescovo erotomane non fa che alimentare i molti dubbi che la Chiesa ortodossa bulgara si è portata dietro nei settant’anni della sua storia di chiesa nazionale. Sino a ieri sospetti e qualche peccato accertato, ma sul fronte politico.

 

monastero sito largo

 

Con la fine del regime comunista e l’apertura degli archivi della sua polizia politica, avvenuta nel gennaio del 2012, si scoprì che sui quindici metropoliti del Sinodo di Sofia addirittura undici erano stati agenti o collaboratori dei servizi segreti. Ma la catena degli scandali di quella chiesa sembra inarrestabile. Di recente uno dei dignitari più in vista, Kiril, metropolita di Varna, già conosciuto e contestato per una vita da principe ed una forte propensione per le auto di lusso, nel luglio scorso è stato trovato semi annegato su una spiaggia del Mar Nero senza che nessuno abbia voluto chiarire cosa fosse accaduto. Infine é stato il metropolita di Plovdiv, Nikolay, a sua volta amante del lusso, a aver cercato di vendere il suo Rolex per pagare la bolletta della luce della chiesa saccheggiata.

 

Secondo l’attenta cronaca di Italintermedia, nei Paesi vicini le varie Chiese ortodosse non stanno molto meglio: qualche mese fa il Sinodo di Belgrado ha dovuto affrontare sia pure con estrema riluttanza il caso di Vasilje Kacavenda, vescovo di Tuzla, in Bosnia, che a sua volta era stato fotografato mentre scambiava effusioni con un novizio, mentre altri giovani prelati hanno poi denunciato molestie sessuali. Dopo il prepensionamento del prelato, si è scoperto anche che a sua volta aveva lavorato come spia per i servizi segreti jugoslavi. In Montenegro invece, dopo una sorda lotta col Sinodo di Belgrado ed un’improbabile chiesa autocefala, si è raggiunto un compromesso: la nuova cattedrale di Podgorica nei suoi affreschi mostra il premier Milo Djukanovic fra i beati.

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