martedì 20 Agosto 2019

Voli di Stato: 31° Stormo e Cai, divise e barbefinte

Chi vola, perché vola, con cosa vola. Parliamo delle Ali dello Stato che debbono assicurare alle ‘Più elevate autorità, tempestività, funzionalità e massima sicurezza’ per arrivare sul luogo di lavoro. Poi urgenze sanitarie. Per i voli Top Secret e amici pure le stellette si mettono in borghese

Voli di Stato: 31° Stormo e Cai, divise e barbefinte

Già nell’agosto dello scorso anno il Segretario generale della Presidenza del Consiglio annotava preoccupato come l’utilizzo del voli di Stato abbia avito, prima del 2010-2011 “un trend in continua crescita”. E che crescita: “Picchi di 14 mila ore volate” e soldi spesi solo per il servizio, 70/80 milioni. Qualcosa di simile ad una giostra con 12 “cavalli” a fare il girotondo: 3 Airbus A319 1 a 48 e 2 a 36 posti, 3 Falcon da 12 posti, 2 da 16, e due 50 da 9 posti. I due elicotteri AW39 possono portare a spesso 11 persone ciascuno. Due di questi aerei sono a metà, “In pool” con la Difesa.

Volo Cai dalla Turchia per la liberazione dei giornalisti Rai sequestrati in Siria.
Volo Cai dalla Turchia per la liberazione dei giornalisti Rai sequestrati in Siria.

Più incerta la quantificazione di mezzi e ore d’impiego per i velivoli della “Cai”, Compagnia Aerea Italiana, formalmente una Spa per servizio privato charter. L’Air Spioni dipende dall’Aise, servizio si intelligence esteri esteri ma è comandata di fatto da un molto discusso ex colonnello Di Loreto. Ma non è al momento argomento. Pare che la Cai abbia a disposizione due Falcon LX comprati recentemente per 80 milioni. Aerei che compri, anche un P180 nuovo, aerei che vendi, conti da verificare. Con la Cai volano le spie e l’elite di Stato o, immaginate, un sequestrato liberato in Siria.

La Cai Intelligence, così viene indicata sui tabulati della Presidenza del Consiglio, vola senza risparmiarsi, e risparmiare. Previsioni 2014? I soliti 26 milioni messi a bilancio negli anni recenti. Non possediamo dati su ore di volo e, tantomeno, sulle loro destinazioni. Questo riguarda davvero la sicurezza dello Stato e non i comodi di qualche papavero. Vedremo più avanti se il tema merita altre attenzioni. Rimaniamo sulla “Flotta Blu”: 31° Stormo, Cai Intelligence e basta? Vecchie carte del 2005, aggiungono alle flotte ufficiali e barbe finte, anche Eni ed Eurofly prese a tassametro.

Dalla Presidenza del Consiglio fanno rilavare che nel luglio 2011 hanno provato a darci un taglio attraverso una legge, la 111 che è pure facile da ricordare. Legge ed eccezioni. Voli di Stato riservati alla “Fruizione delle prime 5 cariche dello Stato”. Carpita, i ministro a piedi? Per non parlare dei sottosegretari e accompagnamenti vari? La legge 111 ovviamente prevede che possano volare in conto dello Stato, “in via eccezionale, previa autorizzazione, altri soggetti”. Elasticità di legge dovuta e potenziale intrallazzo garantito. Disposizione interpretativa della legge firmata Scajola.

Comunque, dati parzialmente già dati ieri, l’Italia in crisi abbassa le ali. Anno 2010, 10 mila e spiccioli ore di volo. 2011 si scende quasi a 8 mila. 2012 attorno ai 6 mila e nel 2013 si deve ancora tirare le somme ma si viaggia sui 5 mila. L’osservazione facile riguarda la sproporzione di spesa. In tre anno dimezzate le ore di volo. Qualcuno deve spiegarci chi ha buttato tanti soldi e permetterci di chiedergliene conto. Salvo sostenere che il governo Letta trascurava i doveri di presenza, quelli di rappresentanza e la sicurezza. La ministra Bonino che vola sempre su aerei di linea odia il 31°?

Andiamo nel dettaglio del 2013. Forse non sarete stupiti nell’apprendere che volano di più le eccezioni che le regole. Presto detto. Volatori incalliti e senza titolo diretto, “Ministri, sottosegretari e altro”, con 465 ore di volo. Insegue il ministro della difesa con 420 ore da spartite tra l’ammiraglio di Paola e Mario Mauro. Poi la voce misteriosa dei “Voli di sicurezza” con le sigle A1 e numerando sono al 6. Cercheremo di scoprire cosa indicano. Aggiungiamo che tutte le 5 massime cariche della Stato assieme volano la metà dell’ammucchiata di ministri, sottosegretari “a altro”. Le “eccezioni”.

Interessante anche esaminare la partizione delle ore di volo tra i vari e diversi servizi di Stato dovuti o comunque esercitati. Ovviamente e per fortuna in testa la voce “Stato e governo”, 1877 ore, anche se forse qualche ministro o supersenatore un po’ se ne approfitta. Voli umanitari al secondo posto, mille 66 ore. Più singolare il “bronzo” alla voce “Trasporti militari” con mille 170 ore di volo. Verrebbe da pensare che i nostri più alti gradi di qualunque arma stiamo più per aria che coi piedi a terra o per mare. Volano più generali-ammiragli per comandare che i piloti per addestrasi: 1066 ore.

Divertente esaminare la voce specifica del Presidente del Consiglio. Proprio lui e solo lui. Numero di viaggi e se in Italia o all’estero. Girondolone noto il presidente Berlusconi che nel 2010 è andato per ben 107 volte all’estero, 23 viaggi nazionali impiegando 941 persone di volo. Nel 2011, passaggio tra Silvio e Monti, si scende a 116 voli, di cui 95 per il mondo. Monti nel 2012 taglia a metà. Enrico Letta nel suo smozzicato pezzo di 2013 sembra abbia preferito l’auto di famiglia: 41 missioni di cui solo 11 all’estero e al 31° Stormo lo hanno amato. Se Renzi volerà alto ce lo chiediamo in molti.

 

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