domenica 18 Agosto 2019

La protesta in Kosovo è soltanto spray. Anche se in tecnicolor

Troppa politica e pochi dottori veri e validi all’università di Pristina. ‘Photo: Protesters is Kosovo splashed red paint on police officers who were blocking them from storming the University of Pristina’. Protesta soft rispetto a quanto sta accadendo in Bosnia o in Ucraina.

Il New York Times – Lens – Fotografia. Photo by Visar Kryeziu/Associated Press. Gli studenti kosovari si arrabbiano
Nella bellissima foto, i manifestanti, studenti universitari a Pristina, schizzano vernice rossa sugli agenti di polizia che li bloccavano dall’assalto all’Università usando a loro volta degli spray: ma al peperoncino.

La alla fine hanno avuto ragione loto, gli studenti. Dopo nove giorni di proteste davanti al rettorato, segnate da continui scontri tra polizia e studenti, il rettore dell’università di Pristina Ibrahim Gashi ha dato le dimissioni.

Durante la protesta la polizia kosovara aveva usato gas lacrimogeni -lo vediamo bene nella splendida foto- per disperdere gruppi di studenti e membri di organizzazioni non governative che protestavano all’ingresso del rettorato dell’università di Pristina, chiedendo le immediate dimissioni del rettore dell’università, Ibrahim Gashi, già viceministro degli Affari Esteri, accusato di plagio e di aver favorito il malcostume tra i professori dell’università pubblica.

Alle proteste degli studenti avevano aderito personalità dell’arte, della società civile e della politica kosovara. Come uno degli organizzatori della protesta, Roland Sylejmani ha riferito al quotidiano di Prishtina Zeri.info: “Le nostre richieste sono le immediate dimissioni del rettore Ibrahim Gashi, l’avvio delle indagini su tutti gli abusi che sono stati commessi in questi anni nell’università di Pristina e in particolare sull’intrusione della politica del governo nell’università”.

Dalla scorsa settimana, gruppi di studenti avevano chiesto la verifica dei dottorati e la fine della politicizzazione dell’accademia. Le proteste avevano fatto seguito ad una raffica di segnalazioni sui media che svelavano la dimensione del malcostume tra i professori dell’università statale, inclini a pagare per la pubblicazione di propri articoli presso false riviste accademiche al fine di promuovere le proprie credenziali. Tra questi, la pubblicazione in una rivista a pagamento in India di un “lavoro” del rettore Gashi.

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